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La flotta Finbeta scende a tre navi: venduta Rubino

La shipping company savonese ha aumentato le perdite (salite a 3,9 milioni) e nel 2022 il conflitto militare complica il lavoro con porti e controparti russe

di Nicola Capuzzo
4 Ottobre 2022
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Per la flotta della compagnia di navigazione savonese Finbeta c’è da registrare un’altra oprazione in uscita.

Secondo quanto riportano diversi broker marittimi internazionali e confermano alcuni database specializzati la proprietà della nave ormai ex Rubino, appena rinominata Biscay, è passata alla società danese Alba Tankers. Si tratta di una chimichiera del 2008 (cantiere turco Turkter Tersane) da 9.800 metri cubi di capacità che la shipping company guidata da Luca Bertani e controllata dal fondo d’investimenti Express Holding tramite la Chemtank Srl aveva preso a noleggio a scafo nudo con opzione d’acquisto ad aprile 2020. Opzione che è stata poi esercitata nel corso del 2021 che dunque ha trasferito la proprietà della nave a Finbeta la quale a sua volta l’ha appena venduta alla danese Alba Tankers per 8,5 milioni di dollari sempre secondo indiscrezioni provenienti da varie fonti di settore. Il suo impiego commerciale finora era stato prevalentemente in Nord Europa e nel Mar Baltico mentre in queste ore la nave sta facendo rotta verso il porto di Marghera in Adriatico, dunque non è escluso che in futuro possa operare nel Mediteraneo per il suo nuovo armatore.

Il bilancio 2021 di Finbeta ha chiuso con ricavi in calo da 22,8 a 20,49 milioni di euro, l’Ebitda è anch’esso calato da -1,9 a -3,7 milioni di euro e il risultato netto ha mostrato una perdita di quasi 3,9 milioni (in crescita rispetto al rosso di 1,8 milioni del 2020) coperta attingendo alle risrerve straordinarie. Nel corso dell’esercizio passato la shipping company savonese aveva acqusitato due navi, una era appunto la Rubino e l’altra la bulk carrier Mbc Daisy (noleggiata a terzi con contratto di scafo nudo di media durata), e nello stesso periodo l’azienda ha ottenuto due linee di finanziamento a medio termine (la prima da 5,5 milioni e la seconda da 8,1 milioni) finalizzate proprio all’acquisto di unità da inserire in flotta. nel corso del 2021, invece, erano state cedute ad Agosto le nave Turchese (realizzando una plusvalenza di 12mila euro) e la Sapphire (con minusvalenza di 400mila euro).

Oltre a rendere noto il rinnovo del Consiglio d’amministrazione (composto dal presidente Paolo Favilla e da Luca Bertani, Alessandra Bertani, Gian Enzo Duci e Teo Tirelli), il bilancio spiega che “l’emergenza epidemiologica mondiale ha determinato un rallentamento dell’economia in generale e inciso negativamente sull’andamento dei noli” anche nel trasporto via mare di prodotti chimici e petrolchimici. Segnali di ripresa sono stati registrati nell’ultimo mese dell’anno scorso e “tale tendenza positiva trova riscontro nell’andamento soddisfacente dei primi mesi del 2022”. Nei fatti di rilievo dopo il 31 dicembre scorso si legge però che “purtroppo, a partire dal mese di Marzo, la crisi Ucraina e la complessa situazione internazionale, alla luce della concentrazione delle attività della società nel Mar Baltico e parzialmnete nei portio e con clienti russi, impongono al management aziendale una continua valutazione di ogni singolo impiego delle navi della flotta (le chimichiere Smeraldo e Acquamarina, ndr) in modo da permettere il normale svolgimento dell’attività”.

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