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Cosulich guarda ai rigassificatori italiani e rinuncia a una maxi offerta per le nuove bettoline Gnl

Poche settimane dopo la firma degli ordini con il cantiere è arriva un armatore che ha messo sul piatto un’offerta da 20 milioni in più per rilevare le due newbuilding

di Nicola Capuzzo
1 Dicembre 2022
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Genova – Il Gruppo Fratelli Cosulich, oltre ad aver detto ‘no’ a una maxi offerta con ricca (potenziale) plusvalenza per le sue due nuove navi Lng bunker tanker in costruzione in Cina, spera ora di ottenere la gestione dei nuovi rigassificatori che entreranno in attività in Italia nel prossimo futuro.

Lo ha detto il presidente Augusto Cosulich parlando in occasione del convegno intitolato ‘Acciaio & Logistica: un binomio indissolubile’ organizzato a Genova da Siderweb e Bper Banca. “Siamo pronti a gestire altri rigassificatori che in Italia arriveranno. Già gestiamo il rigassificatore offshore di Livorno, abbiamo know how che pochi altri in Italia possiedono. Per questo ci candidiamo” ha raccontato l’imprenditore genovese, ricordando al contempo che la sua azienda “avrà anche due nuove bettoline che dai rigassificatori faranno la spola per rifornire le navi di gas naturale liquefatto. Il Gnl sarà il re delle forniture di energia per i prossimi 15 anni”.

Nell’ambito di un ragionamento volto a sottolineare come il suo gruppo abbia un approccio industriale e di lungo periodo, dunque non speculativo, Cosulich nell’occasione ha raccontato che “dopo 2-3 settimane da quando abbiamo firmato l’ordine per le due nuove bettoline Gnl (da 50 milioni ciascuna) è arrivato un armatore e voleva comprarle offrendoci 10 milioni in più per ognuna ma gli abbiamo risposto di no”.

Definendosi “l’ultimo arrivato” nel mondo della siderurgia, settore dove è entrato ‘per colpa’ di Bruno Bolfo (zio di Antonio Gozzi) e di Metinvest, ha ricordato la diversificazione di attività e gli investimenti in Transteel (con Gianfranco Imperato top manager) e più recentemente nella società produttrice di tubi Profilmec.

A proposito dell’andamento economico del suo gruppo ha parlato di “un 2021 che è stato ottimo e il 2022 è stato ancora migliore. Io tutti questi gufi che mi dicono di stare attento non li seguo. Anche il 2023 non sarà così malvagio. Può anche starci l’anno prossimo un riassestamento, non vedo tutta questa preoccupazione. Come gruppo movimentiamo ogni anno 10 milioni di tonnellate di merci varie e oltre un milione di contenitori; vediamo che il traffico c’è e le navi viaggiano piene”.

Alla domanda su cosa vede nel futuro di Genova la risposta è stata: “Non vedo nessuno. Stanno vedendo tutti, è una grande tristezza, un delitto verso il Paese. Come famiglia abbiamo il dovere sociale di rimanere, di fare impresa e i fondi sono i miei concorrenti, mi portano via il lavoro”. Poi la spiegazione: “Spesso vedo aziende da acquisire, facciamo due diligence e poi arrivano i fondi e pagano 10-12 volte i multipli. Con quelle offerte non si può competere. Ma i fondi arrivano, tagliano i costi e poi rivendono al solo fine di speculare. Noi invece ci teniamo a creare occupazione e sviluppo delle imprese. Ne abbiamo 120 di società nel nostro gruppo”.

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