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Bucci: “Due nuovi bacini di carenaggio da 400 metri a Genova Sestri Ponente”

I presidenti di Regione Liguria e Autorità di sistema portuale vedono invece possibile uno sviluppo futuro delle riparazioni navali nell’area di Levante dello scalo

di Nicola Capuzzo
2 Dicembre 2022
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Genova – Non limitare l’espansione delle riparazioni navali nel porto storico di Genova ma semmai ampliare questo segmento di business con la costruzione non solo di uno ma forse anche tre nuovi bacini di carenaggio a Sestri Ponente. È questo il disegno a lungo termine che ha in mente il sindaco di Genova, Marco Bucci, per la navalmeccanica nel capoluogo ligure.

Intervenendo all’assemblea dell’associazione Genova for Yachting ha detto: “Noi vogliamo che questo business cresca. Non sposteremo mai i bacini, c’è persino un vincolo della sovrintendenza per cui non si possono toccare. Ne stiamo costruendo uno da 400 metri a Sestri Ponente affianco a Fincantieri e verrà assegnato tramite gara dall’Autorità portuale. Ne abbiamo bisogno di altri due da 400 metri”.

Poi ancora ha aggiunto: “A Sampierdarena abbiamo altri programmi. Nell’area di Porto Petroli potremmo metterli lì (gli ulteriori nuovi bacini, ndr) e ci stiamo lavorando”. Una ‘invasione di campo’ nell’organizzazione degli spazi portuale giustificata dal fatto che il ridisegno dello scalo in vista del nuovo Piano Regolatore Portuale avverrà di concerto fra Comune e Autorità di Sistema Portuale, fra le quali al momento non sembra ancora esserci un’intesa.

“Uno degli studi commissionati in vista del nuovo Piano regolatore servirà proprio a individuare quali spazi ulteriori si potranno destinare alla nautica da diporto” ha detto il presidente della port authority Paolo Emilio Signorini, il quale ha invece detto di vedere “una possibilità di espansione per la nautica a Levante (quindi a Sampierdarena, ndr). Da capire se a Sestri Ponente o a Voltri-Pra’ si possa fare di più ma io vedo maggiori possibilità a Levante”.

Probabilmente sfruttando il trasferimento più al largo della diga foranea: “A Levante se spostiamo la diga in avanti si potrebbe avanzare verso mare con le attività della nautica. Vediamo che cosa è compatibile con cosa”. Un riempimento di specchi acquei, in corrispondenza di quello che oggi è il canale navigabile d’accesso al porto storico, rappresenta ciò che Confindustria Genova auspica per il ridisegno futuro del porto.

Beniamino Maltese, vicepresidente di Confindustria Genova con delega all’economia del mare, ha però sottolineato che nel capoluogo ligure l’area delle riparazioni navali “ha sempre più bisogno di un’area logistica attrezzata e sempre meno di bacini”. Il riferimento era in particolare al settore dei super yacht e al navale per ciò che riguarda il retrofit (quindi non le nuove costruzioni).

A SHIPPING ITALY Alberto Amico, vertice del cantiere Amico & Co nonché portavoce di Genova for Yachting per la cantieristica, ha spiegato che l’ipotesi di impiegare gli attuali bacini in muratura esistenti per i super e giga yacht presenta delle criticità perchè le lavorazioni richiedono ambienti puliti e isolati. Tradotto: non si possono effettuare lavorazioni delicate su navi da diporto di altissimo valore se nel bacino di carenaggio affianco arrivano materiali o altre esternlità negativa derivanti da interventi di riparazioni su navi mercantili. Un prerequisito per rendere adatti gli attuali bacini di carenaggio al refit di navi da diporto sarebbe quello di dotarli di coperture in grado di isolare completamente il bene di lusso galleggiante dall’ambiente esterno.

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