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La protesta dei marittimi italiani per il Decreto Lavoro

Contrarietà e critiche al sindacato per la sospensione della ‘legge Cociancich’. Novità in arrivo per i titoli dei marittimi delle oil/chemical tanker e sul soprannumero

di Andrea Moizo
4 Maggio 2023
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Traghetti nel porto di Genova- Stazioni Marittime

Come era prevedibile la notizia della sospensione temporanea della legge Cociancich, appena decretata dal Governo Meloni e riveleta ieri da SHIPPING ITALY, ha scatenato reazioni forti fra i marittimi italiani.

Sui principali gruppi di lavoratori presenti sui social network ha cominciato a circolare un vecchio video in cui Giorgia Meloni, all’epoca all’opposizione, invitava l’allora Ministro del Lavoro Luigi Di Maio a modificare la legge sul Registro Internazionale (“gli sgravi contributivi devono applicarsi solo in caso di imbarco di marinai italiani”) e i commenti alla notizia.

In un’ampia gamma di coloritura verbale e scoramento, i fattori comuni sono la totale contrarietà al provvedimento, la negazione della motivazione addotta dal Governo (la carenza di personale) e la critica anche feroce al sindacati confederali (il provvedimento dispone la riviviscenza di fatto dei cosiddetti ‘accordi di flotta’, gli accordi cioè sottoscritti da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti e singole compagnie armatoriali per disciplinare condizioni e numeri dell’imbarco di personale extracomunitario).

Nel frattempo, in attesa di una reazione, sindacato e armatori hanno dovuto prendere atto di due nuove circolari del Comando generale delle Capitanerie di porto che impatteranno sul lavoro dei marittimi. La prima disciplina le modalità di rinnovo degli attestati di addestramento avanzati per i marittimi impegnati su petroliere e chimichiere. Fino ad oggi un marinaio attivo su una nave dotata di duplice classificazione oil/chemical beneficiava di rinnovi tagli da permettergli l’imbarco su navi di ognuna delle due categorie, anche nel caso in cui la nave a duplice classificazione fosse stata usata solo per una delle due tipologie di prodotto. D’ora innanzi, invece, occorrerà dimostrare, all’atto del rinnovo, che durante l’imbarco la nave sia stata utilizzata per almeno tre mesi consecutivi per il trasporto della merceologia per la quale si chiede l’abilitazione. Un marittimo che per cinque anni ha viaggiato sua una oil/chemical adibita in quel periodo al solo trasporto di petrolio non potrà più, vale a dire, chiedere l’abilitazione per i prodotti chemical.

La seconda circolare riguarda invece il personale in soprannumero. È tale quello rappresentato dai marittimi con qualifiche richieste dalla tabella minima di sicurezza che vengono imbarcati in aggiunta ai colleghi che completano la tabella. In tal caso essi possono essere imbarcati con richiesta nominativa, qualunque sia il turno di appartenenza. Diversamente, chiarisce la circolare, l’imbarco di qualifiche non previste dalla tabella minima di sicurezza dovrà rispettare le procedure relative alla turnistica.

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