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Autotrasporto a Genova: “Porto e città rischiano la paralisi per i cantieri”

Allarme delle associazioni degli autotrasportatori. Avviati intanto in urgenza da Adsp i lavori per “l’irrecuperabile degrado” della rampa di San Benigno

di Andrea Moizo
28 Luglio 2023
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Paralisi del porto e della città nelle aree circostanti lo scalo. È questo il rischio che corre Genova per l’accavallarsi di diversi cantieri secondo le associazioni di categoria dell’autotrasporto (Anita, Aliai, Cna/Fita, Confartigianato Trasporti, Fiap, Legacoop, Trasportounito) mittenti di una lettera inviata alla locale Autorità di Sistema Portuale per chiedere una “verifica dei flussi camionistici, dell’impatto dei cantieri ipotizzato e quindi una puntuale revisione della programmazione dei cantieri stessi”.

Il quadro viabilistico descritto dagli autotrasportatori interpolando i lavori previsti nell’area legati a tunnel subportuale e all’appalto del piano infrastrutturale straordinario dell’Adsp per “interventi stradali nel bacino di Sampierdarena” (che avrebbe dovuto essere concluso da tempo ma che è invece ancora in alto mare) appare apocalittico.

“I lavori in area San Benigno (con chiusura del ‘giro lanterna’ per 40 giorni e poi apertura a senso alternato per un anno con contemporaneo abbattimento e nuova realizzazione del collegamento alla sopraelevata portuale) insieme a quelli della viabilità a raso (chiusura tunnel Csm e senso alternato viabilità esterna), a quelli sulla sopraelevata portuale per un anno (da terminal Thermocar alla discesa nella zona del Terminal San Giorgio con discesa obbligata alla rampa di Ponte Etiopia e obbligo di viabilità a raso in doppio senso in viale Africa) e a quelli inerenti al Varco di Ponente (…) produrranno il blocco della circolazione portuale e cittadina dai varchi di Lungomare Canepa e dello stesso Lungomare fino, attraverso elicoidale e via Guido Rossa, agli ingressi autostradali di Genova Ovest e Aeroporto, nonché il blocco delle attività operative portuali da e per tutti i terminal”.

Per scongiurare quindi “un lungo, anzi lunghissimo periodo durante il quale rischiamo sia la paralisi che la grave perdita di traffici portuali nonché il blocco della viabilità cittadina” la richiesta all’Adsp di una revisione della programmazione dei cantieri. Ancora ignota la risposta dell’ente.

Intanto dovrebbe cominciare oggi un primo cantiere per risolvere lo “irrecuperabile stato di degrado di due giunti strutturali di dilatazione che riducono fortemente la capacità resistente delle strutture coinvolte”.

Da almeno più due mesi – quando cioè a metà maggio l’Autorità di sistema portuale ricevette il preventivo dalla ditta individuata per risolvere il problema e una segnalazione del medesimo anche dalla Prefettura – tutti i camion che entrano nel porto di Genova dal varco di San Benigno corrono sopra una rampa (quella fra il Via Albertazzi e il Piazzale San Benigno) ammalorata come da summenzionata descrizione, tratta dal decreto con cui l’ente un paio di settimane fa ha appaltato i lavori di ripristino (in programma per una settimana) con un atto “in somma urgenza”: “Il degrado – ha infatti spiegato una nota dell’Adsp – se non trattato in urgenza, può compromettere ovviamente la staticità di alcune parti di un’opera ed è per questo motivo che è stato disposto l’intervento una volta emerso il problema con la modalità della somma urgenza”.

Al netto del fatto che tanto le associazioni datoriali di categoria quanto le rappresentanze sindacali degli autisti che quotidianamente usano la rampa hanno dichiarato di essere all’oscuro della cosa, il punto è che l’Adsp non ha chiarito quando il problema sia emerso, cioè per quanto si sia utilizzata una rampa a rischio statico. Certo è che già nel marzo 2021 l’ente si attivò per appaltare la “valutazione dello stato di sicurezza strutturale delle due rampe di collegamento del piazzale San Benigno con la strada elicoidale e con Via Albertazzi”, aggiudicata nel luglio successivo. Ad ogni modo, chiarito che solo la rampa Albertazzi e non quella elicoidale (che le passa sopra) presenta problemi di capacità di resistenza, non è accaduto nulla e fra una settimana il rischio dovrebbe essere azzerato.

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