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A Genova inizia la Via per il trasferimento dei depositi di Superba e Carmagnani

La società del Gruppo Pir presenta (da sola) la documentazione al Mase: due mesi di tempo per le osservazioni, oltre 4,5 anni di lavori a partire dall’inizio del 2025

di Andrea Moizo
19 Gennaio 2024
Stampa
Somalia planimetria

Dopo il controverso passaggio in Comitato Tecnico Regionale (nulla osta condizionato e rilasciato malgrado il parere contrario del gruppo di lavoro sulla sicurezza), il progetto di Superba di trasferire i propri depositi chimici costieri da Multedo a Ponte Somalia, nel bacino di Sampierdarena del porto di Genova, s’accinge a un nuovo step autorizzativo.

La società del Gruppo Pir, infatti, ha depositato presso il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica la documentazione allegata all’istanza di Valutazione di impatto ambientale, sottolineando, tuttavia, la natura volontaria di sottoporre a tale procedura il progetto, che, secondo Superba, avrebbe potuto semplicemente “essere sottoposto a procedura di Verifica di assoggettabilità a Via di competenza statale”. Una scelta presa considerando “la valenza del progetto per il contesto portuale di Genova, i molteplici soggetti ed interessi coinvolti e la volontà del proponente di assicurare che la progettazione dell’opera contenga tutte le opportune misure di mitigazione dei possibili impatti ambientali associati alla sua realizzazione ed esercizio”. E, più prosaicamente, per accelerare i tempi qualora la verifica di assoggettabilità si fosse conclusa positivamente.

Il percorso, in ogni caso, era annunciato e da un punto di vista amministrativo non è una sorpresa nemmeno il fatto che il proponente sia solo Superba e non anche l’altra società in predicato di trasferire i depositi da Multedo a Sampierdarena, Attilio Carmagnani, per quanto, spiega la relazione tecnica, “il progetto sia strutturato per consentire la delocalizzazione anche delle sue attività”.

Ricordato l’irrituale intervento del sindaco Marco Bucci (cofinanziatore, come commissario, del trasferimento con 30 milioni di euro) a garanzia degli accordi fra le due società, l’understatement di Carmagnani continua infatti ad essere una costante dell’operazione, anche se, per quel che riguarda gli ultimi passaggi, alcune voci lo assocerebbero al farsi largo di un’ipotesi di ricollocazione alternativa, imprecisata ma non distante dall’attuale location (naturale ipotizzare presso Porto Petroli, magari nelle aree parzialmente inutilizzate a fianco dello stabilimento di Fincantieri).

Tornando alle carte di Superba, anche da un punto di vista tecnico non emergono novità. Si spiega che la delocalizzazione “presenta evidenti vantaggi dovuti all’utilizzo di una zona esclusiva e dedicata con strutture di stoccaggio e movimentazione da realizzare ex-novo secondo la migliore tecnologia ad oggi disponibile. La morfologia dell’area permette inoltre lo sviluppo di un significativo ramo ferroviario interno che consentirebbe una consistente movimentazione di merci liquide via ferrovia”.

E si conferma che una maggiore e più funzionale superficie e una capacità di stoccaggio maggiore (ancorché per un numero complessivo di depositi inferiore) consentiranno un notevole aumento dell’output sia di Superba che di Carmagnani (a dispetto del fatto che recentemente l’Autorità di sistema portuale abbia ricordato di aver provveduto all’adeguamento tecnico funzionale nell’ipotesi di un’invarianza nella movimentazione).

Infine il cronoprogramma. Superba, preconizzando il puntuale e favorevole rilascio della Via – due i mesi a disposizione per presentare osservazioni da parte degli enti preposti e/o del pubblico – stima di poter iniziare i lavori all’inizio del 2025, per terminarli entro il secondo quadrimestre del 2028. Oltre alla Via, però, occorrerà valutare l’esito dei ricorsi al Tar intrapresi da privati cittadini e imprese che si ritengono illecitamente interferite dal progetto (dal gruppo Grimaldi, cliente del Terminal San Giorgio attivo oggi a Ponte Somalia, al Terminal Forest, anch’esso destinato alla dismissione, ai competitor di Superba come Saar e Sampierdarena Olii), nonché le intenzioni della Capitaneria, chiamata (non è chiaro se in ambito o collateralmente) a modificare l’ordinanza che oggi non consentirebbe l’ormeggio al Somalia di navi cariche di alcuni dei prodotti movimentati da Superba e Carmagnani.

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