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Il caso Nuovo Borgo Terminal Container arriva in Parlamento (e si complica)

Interrogazione sullo ‘sfratto’ e sui licenziamenti dell’impresa portuale legati al cantiere della nuova diga di Genova nel frattempo spostato. Al via intanto i lavori di trasferimento di alcuni cassoni

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
24 Febbraio 2025
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Dopo che il caso era stato sollevato da SHIPPING ITALY ed era divenuto oggetto di un incontro presso il Comune di Genova con le rappresentanze sindacali (in assenza però dell’Autorità di sistema portuale), lo ‘sfratto’ di Nuovo Borgo Terminal Container dal sesto modulo del porto di Genova Pra’ e la conseguente decisione dell’impresa di avviare un preavviso di licenziamento per 10 dei circa 50 addetti è arrivato in Parlamento.

A interrogare il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sulle sorti della società che nel porto di Genova offre servizi di deposito e riparazione container saranno i deputati del Partito Democratico Valentina Ghio e Alberto Pandolfo, che le medesime domande hanno rivolto, a mezzo di missiva informale, anche al commissario straordinario per la realizzazione della nuova diga di Genova Marco Bucci, dal momento che il ridimensionamento di Nbtc fu deciso quando il progetto dell’opera foranea prevedeva su parte delle sue aree l’installazione del cantiere deputato alla realizzazione dei cassoni, cantiere che come è noto è stato spostato a Vado Ligure.

A Bucci – ma nella veste di presidente della Regione Liguria – si è poi rivolta direttamente Nbtc, instando affinché l’ente da esso presieduto faccia chiarezza anche su un altro aspetto della vicenda. Nei giorni scorsi, infatti, due ordinanze della Capitaneria di porto hanno svelato che fra il 15 febbraio e il primo agosto la ditta Carlo Agnese “eseguirà attività di rimozione con rimessa in galleggiamento di cassoni cellulari siti in radice al molo di sottoflutto denominato V1 e successivo trasferimento in galleggiamento degli stessi, presso la testata Est del terminal e con sommersione su appositi imbasamenti”.

Si tratta di “lavorazioni per conto del terminal Psa Genova Prà Spa, di adeguamento della banchina presso la scassa in radice del molo di sottoflutto denominato V1”. In sostanza cioè si smantellerà quanto resta di uno dei pennelli collocati nella parte più a ponente del terminal Psa, una volta in uso alle autostrade del mare, spostando i relativi cassoni di fronte ai piazzali da cui è stata sgomberata Nbtc.

Solo che, scrive quest’ultima a Bucci, “l’Adsp aveva rassicurato che” tale progetto “non fosse più realizzabile, in quanto i titoli autorizzativi erano scaduti”. Le ordinanze hanno quindi sorpreso Nbtc, a maggior ragione per la disponibilità data ad Adsp a integrare il proprio progetto di tombamento (su cui pende da mesi istanza inevasa) con il suddetto spostamento dei cassoni, in una soluzione che garantirebbe spazi alla società e risparmi erariali all’ente.

L’Adsp non ha però offerto chiarimenti a SHIPPING ITALY sui lavori appena avviati e sulla scelta di spostare i cassoni di fronte all’area adibita a cantiere della diga invece che a quella lasciata a Nbtc e da quest’ultima teoricamente destinata all’auspicato ampliamento-recupero di spazi. previsto intanto per domani un altro incontro in Comune.

A.M.

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