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Si scalda la vertenza fra Usclac-Uncdim-Smacd e Laziomar

La compagnia, che attende la proroga per il 2026 del contratto con la Regione Lazio e il bando per la nuova gara, vorrebbe rimandare all’eventuale aggiudicazione la discussione dell’integrativo

di Redazione SHIPPING ITALY
30 Gennaio 2026
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Comandanti, direttori di macchina e ufficiali di Laziomar sono in stato di agitazione e non presteranno per questo gli straordinari richiesti dalla compagnia.

È quanto si legge in una nota diffusa dai sindacati di categoria Usclac/Uncdim/Smacd ad esito di una vertenza iniziata un paio di settimane fa, segnalando alla compagnia di non aver ricevuto risposte alla richiesta, inoltrata lo scorso febbraio, inerente al rinnovo del contratto aziendale integrativo né in merito alla necessità di rinnovare l’accordo, scaduto alla fine dell’anno scorso, con cui nel 2025 si era disciplinato il passaggio in Laziomar del personale necessario ad armare tre unità noleggiate a scafo nudo (Quirino, Don Francesco, Agostino Lauro), proveniente dalle compagnie proprietarie.

Su quest’ultimo punto Laziomar aveva aperto (pur ritenendo pleonastica la proroga), restando però ferma sul contratto integrativo. Siccome la compagnia ha operato i collegamenti convenzionati con la Regione Lazio in regime di proroga per il 2025 e attende il prolungamento anche per il 2026, dato che non è alle viste la procedura per il nuovo ciclo di convenzione, “il quadro operativo nel quale Laziomar sarà chiamata ad operare, per parte o per l’intero anno 2026, risulta oggettivamente limitato e non consente, allo stato, la definizione di programmi di medio-lungo periodo. In tale contesto, ogni ipotesi di incremento salariale, pur legittima e sorretta da motivazioni meritevoli di attenzione, non può prescindere dalla disponibilità di un quadro gestionale, operativo ed economico definito e stabilizzato, idoneo a garantire la necessaria certezza di programmazione. (…) Alla luce di quanto sopra, appare coerente rinviare l’avvio del rinnovo del Contratto Collettivo di Lavoro Aziendale al momento in cui, eventualmente, Laziomar dovesse essere riconfermata quale concessionaria”.

“Inaccettabile – è la replica sindacale – la proposta di avviare il rinnovo del Ccla solo in caso di aggiudicazione della futura gara regionale, che priva il personale di uno strumento essenziale di tutela, congela il confronto per mesi e scarica sui lavoratori l’incertezza gestionale dell’azienda”. Da cui la richiesta di Usclac/Uncdim/Smacd di aprire un tavolo anche alla luce di “rivendicazioni non esclusivamente economiche. Le richieste avanzate riguardano invece aspetti essenziali per la sicurezza e la dignità del lavoro quali turnazioni sostenibili, organici adeguati, riconoscimento delle mansioni effettive, condizioni di lavoro coerenti con la normativa e tutela della salute e della sicurezza del personale. Si tratta di elementi imprescindibili per garantire un servizio pubblico efficiente e sicuro”. Di particolare rilievo per i sindacati la regressione unilaterale delle condizioni di servizio per quel che concerne pasti e alloggi”.

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