Ripubblicata la gara per le manovre ferroviarie nei porti di Savona e Vado
Dopo il passaggio a vuoto della prima procedura, l’Adsp ridimensiona le prospettive e aumenta del 30% le tariffe. Sbarca a Genova come dirigente, intanto, l’ex segretario generale di Cagliari
Tornano a gara le manovre ferroviarie nei porti di Savona e Vado Ligure.
Lo ha reso noto l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale, annunciando la pubblicazione del bando e della documentazione di gara. Un primo tentativo, varato a inizio dicembre, era andato a vuoto un mese dopo, con la procedura terminata deserta (anche da parte dell’incumbent: Mercitalia Shunting and Terminals) in ragione presumibilmente (si evinceva dai dubbi sollevati in fase di gara) delle prospettive di domanda tracciate dall’ente, evidentemente ritenute ottimistiche e non in linea coi trend in atto.
Un aspetto di cui ora l’Adsp sembra avere preso atto, innanzitutto consuntivando il dato 2025 che a dicembre era basato su una semplice proiezione dell’andamento della prima parte dell’anno. Che si è chiuso in modo assai più negativo del previsto (si legge ad esempio che “l’operatività ipotizzata – in particolare l’attivazione di due tradotte giornaliere per sei giorni a settimana – non ha trovato concreta applicazione”), con una riduzione del traffico (invece del +34% prospettato a gara da Adsp).
In ragione dei lavori sulla rete interna e su quella nazionale, quindi, Palazzo San Giorgio ha ridimensionato le prospettive, precisando che “la crescita del primo anno riguarda principalmente lo scalo di Savona, mentre i volumi relativi a Vado Ligure sono posticipati agli anni successivi, in funzione del superamento delle attuali criticità infrastrutturali”.
Di seguito lo specchietto di raffronto fra l’analisi di domanda prodotta nelle due gare:

Ancor più significativo, in un quadro economico da lasciare pressoché inalterato (il valore della gara per i cinque anni di concessione più i due di proroga è stato rialzato da 21,96 a 22,58 milioni di euro), è stato quindi il ritocco delle tariffe poste a base d’asta, oggetto di eventuali ribassi da parte dei candidati. Il rialzo, in questo caso, è stato infatti superiore al 30%. Di seguito lo specchietto di raffronto:
Nei documenti di gara si legge ancora che “la nuova concessione dovrebbe avviarsi presumibilmente tra giugno e luglio 2026. Pertanto, il primo anno non coincide con un anno solare completo, ma con un periodo infra-annuale che si inserisce in un contesto di adeguamenti infrastrutturali e operativi, sia a livello portuale sia nazionale. La fase di adattamento non riguarda solo il primo anno, ma caratterizza l’intera concessione: i volumi di traffico recepiscono progressivamente le modifiche infrastrutturali e i vincoli operativi, come disponibilità dei binari, finestre di esercizio e interruzioni programmate”. Confermata la clausola sociale per cui “l’aggiudicatario del contratto di appalto è tenuto a garantire la stabilità occupazionale del personale impiegato nel contratto, assorbendo prioritariamente nel proprio organico il personale già operante alle dipendenze dell’aggiudicatario uscente, garantendo le stesse tutele del Ccnl”.
Intanto l’ente ha proceduto a una nuova nomina dirigenziale. A Natale Ditel, segretario generale uscente dell’Autorità di sistema portuale del Mar di Sardegna, tramite procedura di interpello è stato affidato un incarico dirigenziale a tempo determinato per il servizio di security portuale (finora appannaggio del direttore tecnico Fabrizio Mansueto) nei porti di Genova e Pra’.
A.M.
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