Usa pronti a sostenere il mercato assicurativo per la ripresa dei traffici via Hormuz
Annunciato un programma di riassicurazione marittima a carico della Development Finance Corporation, mentre Iumi rassicura sulla tenuta del mercato
Il Segretario del Tesoro del governo statunitense Scott Bessent ha dichiarato che un programma assicurativo pubblico volto a incrementare il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz inizierà a breve, una mossa che potrebbe contribuire a rilanciare i flussi di gran parte delle forniture mondiali di petrolio e gas.
Lo strumento dovrebbe essere la US International Development Finance Corporation. “Il mercato petrolifero è ben rifornito. Abbiamo intrapreso azioni per garantire che le forniture di petrolio bloccate in mare siano rese disponibili al mercato globale. Il programma di riassicurazione marittima della Development Finance Corporation, in collaborazione con il Comando Centrale, fornirà presto agli spedizionieri della regione del Golfo un livello di sicurezza mai visto prima” ha affermato Bessent.
Le dichiarazioni di Bessent sono state rilasciate in un contesto di crescente preoccupazione per l’impennata dei prezzi del petrolio e del gas durante la guerra con l’Iran, e per la minaccia che gli shock all’approvvigionamento energetico persistano anche dopo la fine del conflitto. La minaccia, ora rinviata, di Trump di colpire le centrali elettriche in Iran è stata accolta dalla Repubblica Islamica, che ha promesso di chiudere “completamente” lo Stretto di Hormuz e di colpire gli impianti energetici regionali.
Secondo lo Iumi, l’Unione internazionale delle assicurazioni marittime, “sebbene l’evoluzione della situazione in Medio Oriente abbia richiesto degli aggiustamenti, in particolare nella determinazione dei prezzi e nella struttura delle polizze per il rischio di guerra, la capacità di copertura rimane comunque significativa. Molte compagnie assicurative continuano a fornire copertura attraverso meccanismi consolidati, tra cui clausole di cancellazione e rivalutazione, che consentono flessibilità al variare delle condizioni. Questo approccio riflette una risposta ponderata all’aumento del rischio, piuttosto che una riduzione del sostegno del mercato”.
In particolare, ha rimarcato Iumi, “la situazione in Medio Oriente ha introdotto nuove realtà operative, tra cui la riprogrammazione delle rotte e la congestione portuale, ma non ha compromesso la disponibilità di coperture assicurative per lo scafo. Al contrario, le compagnie assicurative stanno diventando più selettive, concentrandosi maggiormente sul rischio di aggregazione e sulle esposizioni specifiche per ogni viaggio. Ciò garantisce che gli armatori possano continuare a operare con fiducia anche in un contesto di rischio più complesso”.
Sul fronte della responsabilità civile gli assicuratori rivendicano di aver “deciso di modificare le modalità di collocamento delle esposizioni non poolabili e dei noleggiatori in modo da poterle valutare caso per caso. La maggior parte di questi contratti è stata trasferita a tale base, ma non vi è stata alcuna modifica alla fornitura di copertura nell’ambito dei principali programmi dell’International Group of P&I Clubs, in quanto questi non sono annullabili”.
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