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Nuovo stop ai dragaggi nel porto di Venezia: la protesta di Salvaro (Confetra Nord Est)

Paolo Salvaro, presidente di Confetra Nord Est, suona l’allarme sull’escavo dei fondali nei porti di Venezia e di Chioggia esprimendo preoccupazione e indignazione. “Di questo passo i porti di Venezia e Chioggia sono condannati all’irrilevanza. Siamo esterrefatti di fronte alla richiesta del Ministero dell’Ambiente di sottoporre a Via nazionale l’attività di escavo e ripristino dei […]

di Nicola Capuzzo
11 Marzo 2021
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Paolo Salvaro, presidente di Confetra Nord Est, suona l’allarme sull’escavo dei fondali nei porti di Venezia e di Chioggia esprimendo preoccupazione e indignazione. “Di questo passo i porti di Venezia e Chioggia sono condannati all’irrilevanza. Siamo esterrefatti di fronte alla richiesta del Ministero dell’Ambiente di sottoporre a Via nazionale l’attività di escavo e ripristino dei pescaggi del Canale Malamocco – Marghera. Si tratta di un’attività di manutenzione assolutamente fondamentale per l’accessibilità e, quindi, per il funzionamento del porto e che aveva già subito rallentamenti ingiustificabili” si legge in una nota dell’associazione. Salvaro ricorda come fossero state superate anche tutte le questioni che riguardavano l’uso delle palancole e dei pali in legno e trovata una collocazione ai fanghi scavati: “Ora – dice – questa decisione presa a Roma, magari da funzionari che non hanno mai visto il Canale Malamocco – Marghera e il nostro porto, rischia di bloccare tutto per un tempo indefinito.

Quello che indigna, oltre all’assurdità, a nostro parere, della richiesta, è il metodo che si sta seguendo da troppo tempo per tutte le questioni, vitali, che riguardano il nostro porto”.

Nel mirino, in particolare, “questa continua incertezza, questo ribaltamento delle decisioni prese, così come i lunghi silenzi e l’incapacità di decidere su questioni centrali, come la croceristica e l’adeguamento della Conca di Malamocco, non sono tollerabili”. Lo sfogo prosegue così: “Qualsiasi attività economica e tanto più un porto con le sue complessità e reti di relazioni internazionali, ha bisogno di tempi certi e un quadro regolatorio e normativo che non cambia ogni tre mesi. Cominciamo a chiederci se tutto questo sia l’effetto solo di superficialità e disattenzione o se, al contrario, risponde a un preciso disegno di depotenziamento e marginalizzazione dei nostri due porti di Venezia e Chioggia.  Se pensano che vadano chiusi, ce ne spieghino le ragioni, e siano possibilmente convincenti, ma ce lo dicano in modo chiaro. Così avremo il tempo di farcene una ragione e di trovare un altro lavoro.  In questo modo non è accettabile”.

Il presidente di Confetra Nord Est parla anche dell’altro scalo del sistema veneto e dei relativi escavi: “Anche a Chioggia dovevano essere già partiti vari interventi ma dei quali, drammaticamente, non si sa più nulla. Chiedo che tutto il tessuto economico e imprenditoriale veneto alzi la voce insieme a noi, perché la portualità di riferimento per la nostra regione non sia abbandonata in questo modo, e chiedo che anche il presidente (della Regione Veneto, ndr) Luca Zaia e l’assessore (ai trasporti, ndr) Elisa De Berti facciano sentire la loro voce a Roma, su questi temi e anche sulla ventilata idea di scegliere solo Genova e Trieste, come porti di riferimento italiani per i traffici extra mediterraneo. Condividono questa impostazione o vogliono davvero difendere la nostra portualità insieme a noi?”.

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