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Le operazioni “meritevoli di approfondimento” di Tirrenia Cin negli ultimi cinque anni

Così come era avvenuto per Moby, anche nella domanda di concordato redatta dallo studio legale Gianni&Origoni per Compagnia Italiana di Navigazione e depositato al Tribunale di Milano c’è un capitolo che riassume la gestione della società negli ultimi anni evidenziando operazioni meritevoli di particolari attenzioni e osservazioni. Il paragrafo intitolato “La gestione della società nel […]

di Nicola Capuzzo
26 Maggio 2021
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Così come era avvenuto per Moby, anche nella domanda di concordato redatta dallo studio legale Gianni&Origoni per Compagnia Italiana di Navigazione e depositato al Tribunale di Milano c’è un capitolo che riassume la gestione della società negli ultimi anni evidenziando operazioni meritevoli di particolari attenzioni e osservazioni.

Il paragrafo intitolato “La gestione della società nel quinquennio anteriore all’avvio del concordato preventivo” offre una “completa disclosure in merito alla gestione della società” nel corso di tale periodo dove “è possibile individuare talune operazioni e circostanze che sembrerebbero meritevoli di approfondimento”.

Più nel dettaglio viene menzionata in primis “l’operazione di cosiddetto leveraged buy-out posta in essere nel 2016 con la fusione per incorporazione inversa in Moby della controllante Onorato Armatori Spa, attuata sulla base di un piano consolidato che implicitamente disponeva anche dei flussi prodotti da Cin per ripagare i debiti assunti da Moby”.

Nello stesso capitolo vengono poi evidenziati “i rapporti commerciali intercorsi fra Cin e Moby con riferimento ai servizi di biglietteria, in forza dei quali a partire dal 2016 la controllante ha incamerato la liquidità di Cin determinando una esposizione debitoria netta nei confronti della società pari, al 30 giugno 2020, a circa 65 milioni di euro”.

Fra le operazioni rilevanti dell’ultimo quinquennio vengono citate anche le “cessioni dei crediti fiscali e dei crediti maturati nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in relazione alla convenzione con lo stesso in essere sino al 28 febbraio 2021, con sostenimento da parte della società delle relative commissioni finanziarie, finalizzate alla celere monetizzazione di tali crediti e alla conseguente distribuzione in favore della controllante Moby, alla fine dell’esercizio 2018, di dividendi e di riserve di patrimonio netto per complessivi 95 milioni di euro circa”.

Sotto la lente finiscono anche “compensi per consulenze riconosciuti in favore della controllante di Moby, Onorato Armatori Srl, per 3 milioni di euro circa, sulla cui congruità, utilità ed effettività non vi è particolare chiarezza nella documentazione sociale” si legge ancora nella domanda di concordato.

L’elenco delle operazioni attenzionate e relative alla gestione degli ultimi cinque anni ci sono poi “la mancata sostituzione dell’internal audit dimissionario dall’estate del 2017″, “il mancato rigoroso rispetto, in alcuni casi, delle previsioni statutarie che imponevano il preventivo passaggio in Consiglio di amministrazione delle decisioni inerenti alle operazioni infragruppo”, “i corrispettivi dei noli e delle provvigioni riconosciute in favore di Moby, ritenuti superiori rispetto a quelli praticati sul mercato sia dal Collegio Sindacale che dai revisori”, fino ad arrivare ad “alcuni trasferimenti di denaro tra cui, in particolare, quelli per il noleggio di aerei privati per un corrispettivo pari a circa 800 mila euro e per la sponsorizzazione del team velico Mascalzone Latino, per circa 100 mila euro, le cui finalità o i cui benefici meritano di essere attenzionati”.

Nicola Capuzzo

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