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Fedespedi: nel 2021 tornati a crescere i porti italiani ma meno degli altri scali del Mediterraneo

È stato appena pubblicato dal Centro Studi Fedespedi il 18° quadrimestrale di informazione economica “Fedespedi Economic Outlook” con dati e previsioni sul contesto macroeconomico (Pil, commercio internazionale, ecc.) oltre agli ultimi dati sull’import-export italiano, le tendenze nello shipping internazionale e il traffico aereo cargo. Il report evidenzia una decisa e positiva inversione di tendenza della […]

di Nicola Capuzzo
5 Ottobre 2021
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È stato appena pubblicato dal Centro Studi Fedespedi il 18° quadrimestrale di informazione economica “Fedespedi Economic Outlook” con dati e previsioni sul contesto macroeconomico (Pil, commercio internazionale, ecc.) oltre agli ultimi dati sull’import-export italiano, le tendenze nello shipping internazionale e il traffico aereo cargo.

Il report evidenzia una decisa e positiva inversione di tendenza della fase economica rispetto al 2020 grazie alle misure di contrasto alla pandemia. A questo si aggiunge, tuttavia, la crescita dei prezzi industriali e al consumo determinata soprattutto dalla forte ripresa della domanda e dalle frizioni sulle catene di approvvigionamento e trainata dal petrolio (passato da un minimo di 51,1 dollari al barile di inizio anno, a un massimo di 77,2 dollari/barile, +51,1%).

Il World Trade Organization stima una crescita per il 2021 pari al +6%. L’Ue 27 nel suo complesso dovrebbe registrare nel 2021 un aumento del Pil del 4,8% e nel 2022 del 4,5% (stime al rialzo sulle precedenti previsioni della Commissione Europea).

Nel primo semestre 2021, il commercio estero italiano vero i Paesi extra-UE ha raggiunto ottimi risultati: +22,9% per le esportazioni e + 21,7% per le importazioni. Da sottolineare, in particolare, la crescita dell’export di alcuni comparti della manifattura: autoveicoli, rimorchi e semirimorchi registrano +48,5% e altre attività manifatturiere (mobili, giocattoli, articoli sportivi, gioielli) +45,5%. (Istat).

Spedizioni marittime

Secondo le ultime stime il traffico container (al netto delle attività di trasbordo e feeder) nel primo semestre del 2021 è stimato in 88,6 milioni di Teu, con un deciso aumento del +13,5% rispetto al 2020. In molti casi, tuttavia, i volumi degli scambi tra le aree geografiche restano inferiori ai livelli pre-pandemia. Un fenomeno che sta caratterizzando in negativo lo shipping internazionale è il mancato rispetto dei tempi di arrivo delle navi nei vari porti: secondo i dati di Sea Intelligence, nel 2021 solo il 40% delle navi è arrivato nei tempi schedulati.

Dopo la flessione dello scorso anno, i porti italiani sono tornati a crescere, recuperando i volumi pre-pandemia: nel primo semestre del 2021 sono stati movimentati 3,945 milioni di Teu, un aumento del 10,9% senza Gioia Tauro e del 4,6% con Gioia Tauro rispetto allo stesso periodo del 2020. Per quanto riguarda quest’ultimo, la flessione è legata soprattutto al minor volume di transhipment (29,5% del totale, era del 39% nel 2019) verso gli altri porti adriatici come Venezia, Ravenna e Ancona, non totalmente compensato dalla crescita dei traffici hinterland (70% del totale, erano il 61% nel 2019). Tra gli altri porti, significativo il recupero di La Spezia (+27,6%), dopo le difficoltà dei mesi scorsi, e di Genova (+15,7%).

Nel primo semestre del 2021, i porti censiti del Mediterraneo (non italiani) hanno movimentato 10,9 milioni di Teu con un aumento del +6,6% rispetto al 2020. In decisa crescita i porti spagnoli di Barcellona (+31%) e Valencia (+11,7%), mentre flette il traffico di Algeciras (-9,1%), porto che risente della concorrenza di Valencia e soprattutto di Tanger Med. Nello stesso periodo, i porti del North Range hanno evidenziato una crescita del 9,0%, con 22,2 milioni di Teu movimentati.

Per quanto riguarda l’andamento dei costi del trasporto marittimo, a partire da fine 2020 i noli marittimi hanno avuto un impressionante rialzo: fatta 100 la media dei noli di gennaio 2020, a metà settembre 2021 essi hanno toccato quota 472 sulla tratta Cina-Nord Europa e 419 su quella Cina-Mediterraneo, mentre l’indice generale ha toccato quota 334.  L’ascesa dei noli, a partire da luglio, sembra aver subito un certo rallentamento, dando l’impressione che il momento più critico potrebbe essere stato superato. L’ulteriore e continua crescita dei noli nel corso del 2021 e le misure di contenimento dei costi hanno permesso alle compagnie marittime di ottenere significativi aumenti del fatturato, e ottimi risultati in termini di utili finali, che si collocano abbondantemente sopra il 20% del fatturato.

Spedizioni aeree

Dall’ultimo Air Cargo Market Analysis di Iata (luglio 2021): a luglio 2021 il traffico espresso in ton-km (CTK cargo tonne-kilometres) è aumentato dell’8,6% rispetto allo stesso mese del 2019, anno di riferimento pre-pandemia. Il mese di luglio è stato il terzo consecutivo di crescita dei traffici (giugno + 9.2%). Appare possibile, tuttavia, un rallentamento del trend di crescita – ma non un’inversione – a causa dalla stabilizzazione della domanda e dall’andamento della pandemia in alcune aree del Mondo.

Nei primi 8 mesi del 2021 l’Italia ha visto un aumento del traffico cargo del 34,8% sullo stesso periodo del 2020 con 700mila ton, risultato ottimo anche se inferiore alle 713mila ton raggiunte nel 2019; il principale aeroporto cargo italiano, Milano Malpensa, ha segnato una crescita record del +56,4%, confermando il trend di concentrazione del traffico merci italiano (quasi 70%).

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