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Una sentenza sfavorevole potrebbe aiutare Caronte&Tourist nei confronti della Regione Siciliana

Come raccontato da SHIPPING ITALY, i servizi di collegamento marittimo fra la Sicilia e le sue isole minori finanziati dalla Regione pochi giorni fa sono stati prorogati in extremis dall’ente con i titolari delle convenzioni sottoscritte nel 2015 (Liberty Lines e Caronte&Tourist), scadute a fine 2020 e allungate di altri 12 mesi. Le condizioni a […]

di Nicola Capuzzo
5 Gennaio 2022
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Come raccontato da SHIPPING ITALY, i servizi di collegamento marittimo fra la Sicilia e le sue isole minori finanziati dalla Regione pochi giorni fa sono stati prorogati in extremis dall’ente con i titolari delle convenzioni sottoscritte nel 2015 (Liberty Lines e Caronte&Tourist), scadute a fine 2020 e allungate di altri 12 mesi.

Le condizioni a cui questa proroga è stata sottoscritta non sono state rese note, essendosi limitato per ora l’ente a riferire che la prosecuzione prescinderà dalle procedure sanzionatorie attivate nei confronti di controparte per presunti disservizi verificatisi nel quinquennio 2015-2020. Una sentenza del Tar di Palermo, pubblicata oggi, fa sì però che gli armatori abbiano una freccia in più, per quanto il ricorrente del caso, Caronte & Tourist, abbia visto giudicare inammissibili i propri ricorsi.

La materia del contendere era la seguente. Scaduta la convenzione quinquennale senza che venisse espletata la gara per la riassegnazione, un anno fa la Regione chiese alle compagnie di manifestare “disponibilità a proseguire il servizio in regime di proroga” per un anno. Caronte la diede, chiedendo però per quel che riguarda il contratto per il servizio con le Egadi “migliori condizioni economiche, tali da assicurare lo svolgimento del servizio in condizioni di equilibrio economico-finanziario”.

Un accordo non fu formalizzato, ma Caronte prestò il servizio in continuità e la Regione solo a maggio 2021 dispose “l’approvazione della proroga del contratto (…) alle medesime condizioni contrattuali pregresse”, dopodiché a luglio confermò la proroga, “entro il limite dell’importo di € 1.042.971,40” ma aggiungendovi adeguamenti Istat per circa 185mila euro.

Caronte ha impugnato questi ultimi due provvedimenti e chiesto 1,7 milioni di euro di risarcimento, ma durante il giudizio l’Assessorato ha fatto presente come i due decreti, “a seguito di sopravvenuta carenza dello stanziamento in bilancio, non hanno ottenuto il visto di regolarità contabile da parte della ragioneria centrale”, cosa “che li renderebbe nulli/inefficaci”. E “ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, atteso che la domanda risarcitoria risulterebbe fondata sulla mera esecuzione di prestazioni di fatto eseguite sine contractu”.

Tesi sposata dal Tar, valutando “ulteriori argomenti che depongono nel senso dell’inesistenza di un obbligo di eseguire il servizio a carico della Caronte & Tourist”. In sostanza, cioè, Caronte ha prestato per un anno il servizio “in assenza di alcun atto amministrativo che ne stabilisse la prosecuzione”, sicché se vorrà essere pagato dovrà rivolgersi al giudice ordinario.

Non una bella notizia, naturalmente, per la compagnia. Che però potrebbe avere a questo punto gioco, in forza di questa pronuncia, a negoziare a proprio vantaggio un’integrazione adeguata per la proroga iniziata pochi giorni fa.

A.M.

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