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Ancora deserta la gara della Regione Siciliana per costruire un nuovo traghetto dual fuel

A questo punto difficilmente potrà essere rispettato il cronoprogramma ipotizzato dall’ente che prevedeva la messa in esercizio della nave entro il maggio 2024

di FRANCESCA MARCHESI
12 Aprile 2022
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Non sono bastati il consistente rialzo (da 65 a 100 milioni di euro) e la revisione di alcuni dettagli dello schema contrattuale, introdotti nell’ultimo bando, a far concludere positivamente la nuova procedura avviata dalla Regione Siciliana per la costruzione del suo nuovo ro-pax dual fuel destinato a servire i collegamenti con le isole minori, in particolare le linee Trapani – Pantelleria e Porto Empedocle – Lampedusa.
L’ente ha infatti dovuto incassare un nuovo esito di ‘gara deserta’ dall’iter, parte di quel piano di rinnovo della flotta navale adibita al trasporto pubblico locale che sta vedendo invece ad esempio la Regione Veneto (che ha delegato però le competenze ad Actv) procedere a ritmo più spedito, per quanto finora su unità più piccole.

Al momento non sono note le ragioni che hanno portato ancora una volta a questa conclusione il procedimento siciliano, tanto più che alla consultazione di mercato propedeutica all’approntamento della gara che era stata avviata dall’ente avevano risposto tre cantieri. Fonti di settore spiegano però a SHIPPING ITALY che può aver pesato il fatto che il bando sia piuttosto complicato dal punto di vista contrattuale e amministraztivo. La guerra, con i suoi effetti di incertezza economica e il timore di un aumento dei costi delle materie prime, potrebbe aver rappresentato un secondo elemento disincentivante.

In passato, come accennato sopra, erano stati gli importi, ritenuti troppo bassi (130 milioni di euro, ma per la realizzazione di due unità, poi diventate una con un’altra in opzione), la carenza di indicazioni su alcune specifiche tecniche e la presenza di una clausola di recesso unilaterale nello schema di contratto ad avere tenuto lontano i potenziali offerenti. Difficoltà che però erano state superate dall’ultimo bando di gara, la cui scadenza naturale (allo scorso 22 marzo) era però poi stata prorogata di un paio di settimane (al 5 aprile), proprio forse nella speranza di ricevere candidature all’ultimo.

Quel che appare ormai chiaro è però che il già ottimistico cronoprogramma indicato dalla Regione Siciliana per il rinnovo della sua flotta difficilmente potrà essere rispettato, anche in caso di sprint. Nella gara, l’ente prevedeva infatti che la proposta di aggiudicazione potesse arrivare entro il prossimo 13 settembre e che la costruzione della nave potesse essere ultimata entro il novembre del 2023, fissando la sua messa in esercizio entro il 5 maggio dell’anno seguente.

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