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Porti

Anche i porti di Taranto e Civitavecchia ai nastri di partenza col cold ironing

Pronti i bandi per la Pfte: 55 milioni di euro di investimenti in Puglia comprensivi di interventi anche sui terminal commerciali, mentre nei porti laziali con 80 milioni si punta inizialmente sugli accosti passeggeri

di Redazione SHIPPING ITALY
4 Luglio 2022
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Come rilevato poco più di un mese fa dalla Corte dei Conti, il piano del cold ironing finanziato dal Governo con 700 milioni di euro del Pnrr è significativamente in ritardo, sicché le Autorità di Sistema Portuale stanno correndo ai ripari con la pubblicazione almeno dei bandi per la progettazione di fattibilità tecnico-economica (a metà giugno avrebbe dovuto esser stato bandito già il 30% dei lavori).

L’ultima in ordine di tempo è stata la port authority di Taranto che ha pubblicato bando e Dip (documento di indirizzo alla progettazione). L’appalto per la Pfte di Taranto vale circa 800mila euro, anche se la cifra potrebbe salire a 2,3 milioni di euro, giacché l’Autorità di Sistema Portuale si riserva la facoltà di affidare direttamente l’incarico di direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione all’operatore economico affidatario della progettazione, per altri 1,5 milioni di euro.

I candidati avranno un mese per presentare l’offerta e l’affidatario ne avrà due per redigere la Pfte. Che sarà sostanzialmente triplice, dal momento che l’Adsp prevede la realizzazione di un impianto presso le presso le banchine pubbliche del porto (ovvero per gli attracchi prospicienti: la Calata 1 e lo Sporgente – Molo San Cataldo, la Darsena Servizi e il IV Sporgente lato di Ponente, ampliato nell’ambito dei recenti lavori della cosiddetta ‘Piastra Portuale’, la cosiddetta ‘Area Terminal Rinfuse’- Bulk) di uno presso il Pontile Petroli gestito da Eni e di uno presso il Molo Polisettoriale in concessione al gruppo turco Yildirim. Per i lavori Adsp avrà a disposizione rispettivamente 35, 8 e 12 milioni di euro.

A Civitavecchia, invece, il bando non è ancora stato pubblicato, ma tutto è pronto dal momento che pochi giorni fa il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Pino Musolino ha decretato l’approvazione dell’intervento (per cui l’ente beneficia di 80 milioni di euro del Pnrr), della redazione della Pfte (per 1,1 milioni di euro, oltre a 660mila euro che l’Adsp impegnerà se eserciterà l’opzione di chiedere all’aggiudicatario anche la Pfte di alcuni impianti fotovoltaici retroportuali) e del disciplinare di gara.

Qui i tempi di progettazione saranno di 90 giorni. “L’ipotesi progettuale – si legge nel Dip civitavecchiese – prevede un’articolazione in due fasi cronologicamente successive, così da poter assecondare, in base ai dati forniti da Terna nel corso di alcuni tavoli tecnici, le attuali potenzialità della rete elettrica nazionale di riferimento ed i suoi futuri potenziali ampliamenti. Infatti l’attuale disponibilità di potenza elettrica nell’area assomma a circa 40 megawatt che potranno essere aumentati di ulteriori 40 megawatt in un’ottica di medio periodo”. I candidati, quindi, dovranno “prevedere una prima fase attuativa in cui si possa procedere alla fornitura di energia elettrica in banchina soddisfacendo i fabbisogni di almeno due navi da crociera di grandi dimensioni in corrispondenza del Terminal Crociere ed almeno due traghetti di nuova generazione ormeggiati in Darsena Traghetti”.

Solo in un secondo tempo, a seconda dei dati via via raccolti sui reali fabbisogni dell’utenza, si prevede “la fornitura di energia per almeno ulteriori quattro accosti interni alla Darsena Traghetti” e la possibilità “di alimentazione elettrica anche su altri accosti più specificatamente commerciali (terminal polifunzionale e terminal container, banchine 24 e 25), meno energivori di quelli dedicati a crociere e traghetti, ma parte importante nelle emissione gassose”.

A.M.

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