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Detention & demurrage: sale la tensione fra spedizionieri e compagnie di navigazione

Secondo la associazioni di categoria che rappresentano i caricatori e gli spedizionieri di merci il settore del trasporto marittimo risulta quello maggiormente impattato dal Coronavirus anche a causa delle decisioni prese dalle shipping line. “Ne è un chiaro esempio l’introduzione di una ‘peak season surcharge’ per far fronte alla crisi in corso: una scelta che scarica i […]

di Nicola Capuzzo
2 Aprile 2020
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Secondo la associazioni di categoria che rappresentano i caricatori e gli spedizionieri di merci il settore del trasporto marittimo risulta quello maggiormente impattato dal Coronavirus anche a causa delle decisioni prese dalle shipping line. “Ne è un chiaro esempio l’introduzione di una ‘peak season surcharge’ per far fronte alla crisi in corso: una scelta che scarica i costi dell’emergenza sugli utilizzatori dei servizi ricorrendo a uno strumento improprio per il contesto di crisi”.

Lo scrive Fedespedi, la federazione italiana delle associazioni di spedizionieri locali, rivelando che l’associazione europea Clecat ha scritto una lettera alla Dg Move (Direzione Generale Europea Mobilità e Trasporti) della Commissione Europea per rappresentare le istanze degli spedizionieri marittimi in merito ad alcune pratiche abusive messe in atto dalle shipping line, tra cui le determinazioni dei pagamenti di detention & demurrage. La prima riguarda le tariffe applicate per una riconsegna dell’equipment (contenitore) alla compagnia di navigazione oltre il termine previsto, la seconda le soste in piazzale nei terminal portuali. In entrambe i casi il mancato rispetto di determinante scadenze previste a contratto genera l’applicazione di tariffe più elevate e di extra costi che nel settore del trasporto marittimo in queste settimane di emergenza sono andate acuendosi.

Clecat ha allegato alla sua missiva il position paper ‘Briefing and Industry Recommendations Paper on Demurrage and Detention Practices in Shipping’, un documento che raccoglie informazioni aggiornate su detention & demurrage e la giurisprudenza recente di alcune corti europee, che hanno rilevato in taluni casi l’abuso da parte delle compagnie marittime della propria posizione nell’applicazione dei pagamenti di questi extra-costi. Il documento tiene conto anche delle iniziative volte a fornire orientamenti in merito che si stanno diffondendo a livello globale, in assenza di una normativa vincolante in materia.  “Tra queste, le ‘Best Practice Guide on Demurrage and Detention in Container Shipping’, pubblicate dalla nostra Associazione Internazionale Fiata e prese in esame nel Paper di Clecat” aggiunge Fedespedi, comunicando di aver anch’essa da poco aggiornato il Quaderno ‘Demurrage, Detention e Port Storage nelle spedizioni marittime di contenitori’ della collana ‘I Quaderni di Fedespedi’.

Il paper è stato condiviso con la Dg Move europea al fine di stimolare una discussione proficua sulla prassi di queste condizioni tariffarie che tenga conto delle istanze delle shipping line e delle imprese della logistica. “Diversamente da quanto fatto per la proroga del Consortia Block Exemptin Regulations” dicono gli spedizionieri, che poi aggiungono: “Occorre che la Commissione valuti nell’insieme l’impatto di questa crisi che colpisce tutti gli operatori, compagnie e spedizionieri marittimi”.

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