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Gli spedizionieri italiani suonano l’allarme liquidità

“Nelle attuali condizioni il sistema logistico non potrà garantire a lungo la propria attività al servizio dell’economia del Paese. Alle gravi difficoltà operative dovute al congestionamento dei nodi logistici si aggiunge una crisi di liquidità finanziaria che rischia di minare l’attività delle imprese del settore della logistica”. Questo l’allarme che arriva da Fedespedi, la federazione […]

di Nicola Capuzzo
3 Aprile 2020
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“Nelle attuali condizioni il sistema logistico non potrà garantire a lungo la propria attività al servizio dell’economia del Paese. Alle gravi difficoltà operative dovute al congestionamento dei nodi logistici si aggiunge una crisi di liquidità finanziaria che rischia di minare l’attività delle imprese del settore della logistica”.

Questo l’allarme che arriva da Fedespedi, la federazione nazionale delle imprese di spedizioni merci, per voce del presidente Silvia Moretto che afferma: “Anche in questa congiuntura eccezionale di sospensione delle attività non essenziali – prorogata con un nuovo Dpcm fino al 13 aprile – la supply chain continua con senso di responsabilità a lavorare al servizio dell’economia del Paese in base a quanto disposto dai decreti governativi, ma non può sostenere interamente gli oneri del lockdown. Siamo riconosciuti tra le attività essenziali ma non ci sono le condizioni per poter garantire il nostro servizio”.

Moretto torna a richiedere al Governo un chiarimento sul fatto che l’attività di magazzinaggio è consentita per tutte le imprese, anche quelle in cui il processo produttivo è fermo. Fedespedi sostiene che questo sia fondamentali affinché gli operatori possano proseguire le attività di consegna e ritiro della merce dal momento che gli hub portuali e aeroportuali sono vicini al livello di capacità massima di contenimento dei container. “Se raggiungiamo il livello di saturazione scatteranno ulteriori oneri a carico della merce” evidenzia la presidente di Fedespedi, che poi prosegue dicendo: “A questo si aggiunge la preoccupazione per la crisi di liquidità finanziaria che ha già gravi conseguenze sui bilanci aziendali. Le imprese clienti chiedono dilazioni di pagamento e delle scadenze che noi non possiamo accordare. Siamo operatori della logistica e non istituzioni di credito e non possiamo lavorare senza essere remunerati”.

Il Centro Studi Fedespedi mostra una contrazione del Pil italiano tra il 4% e il 7% e dei volumi di merce movimentata del 20/25% nel 2020; questa flessione degli scambi commerciali impatta gravemente in termini di fatturato su tutti i comparti della filiera logistica.

“È assolutamente necessario – sottolinea infine Moretto – che le imprese nostre clienti paghino i servizi che hanno attivato con noi e che abbiamo portato a termine anche in questa congiuntura eccezionale, come previsto e nelle condizioni richieste dalle disposizioni governative. Già ad oggi sono calcolati oltre 2,5 miliardi di euro di crediti insoluti che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza delle nostre imprese nel breve termine. Il nostro è un settore labour intensive che impiega 50.000 addetti: le aziende devono, innanzitutto, essere in grado di pagare il lavoro delle persone, che continuano ad alimentare ogni giorno la circolazione delle merci nel nostro sistema paese.”

L’appello è dunque rivolto alle imprese clienti per invitarle a non scaricare sul comparto dele spedizioni merci gli oneri del lockdown, consapevoli della difficoltà che questa emergenza comporta per tutto il tessuto economico del Paese. “Chiediamo al Governo, inoltre, di fornire al settore tutte le garanzie operative e finanziarie perché le imprese possano proseguire la propria attività” conclude Moretto.

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