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Ikea pronta ad abbandonare i vettori marittimi che circumnavigano l’Africa

In soccorso dell’Autorità del Canale di Suez e delle sue finanze, colpite duramente dalla scelta di alcune compagnie di navigazione che hanno scelto (anche grazie al basso costo del bunker) di circumnavigare l’Africa, arriva il colosso svedese Ikea. La decisione di alcune linee marittime di trasporto container di doppiare il Capo di Buona Speranza per […]

di Nicola Capuzzo
20 Maggio 2020
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In soccorso dell’Autorità del Canale di Suez e delle sue finanze, colpite duramente dalla scelta di alcune compagnie di navigazione che hanno scelto (anche grazie al basso costo del bunker) di circumnavigare l’Africa, arriva il colosso svedese Ikea.

La decisione di alcune linee marittime di trasporto container di doppiare il Capo di Buona Speranza per evitare di dover pagare la tariffa del Canale, è infatti in contrasto con il principio di Ikea utilizzare solo vettori che supportino i suoi sforzi per una catena di approvvigionamento sostenibile.

Un portavoce della multinazionale ha detto a Lloyd’s Loading List che l’utilizzo della rotta più lunga ha “sollevato preoccupazioni per l’aumento delle emissioni di gas serra dovuto alle maggiori distanze da navigare” e che sono state richieste assicurazioni alle compagnie di navigazione circa l’intenzione di mantenere questa scelta nel lungo periodo. I vettori hanno risposto che la rotta è stata utilizzata temporaneamente come “risultato della chiusura di magazzini e depositi nei paesi di destinazione” ha detto un portavoce di Ikea.

Il colosso svedese ha detto espressamente che avrebbe preso in considerazione la possibilità di non prenotare slot per il trasporto di container via mare con quelle linee che per il futuro intendono continuare a utilizzare la rotta più lunga fra Asia ed Europa. “Abbiamo un’agenda ambiziosa per il clima e severi obiettivi di riduzione delle emissioni” ha detto il portavoce di Ikea. “Da questo punto di vista è fondamentale aumentare l’efficienza dei carburanti, sostituire i combustibili fossili con fonti alternative e introdurre nuove tecnologie. Favoriremo le compagnie di navigazione che condividono questa impostazione, in modo da poter realizzare insieme una transizione verso una navigazione oceanica il più possibile ecocompatibile”.

Secondo Lloyd’s Loading List una nave portacontainer da 20.000 Teu arriva a pagare 700mila dollari per ogni transito attraverso il Canale di Suez.

Alphaliner ha riferito all’inizio di questo mese che il numero di navi portacontainer che hanno scelto di utilizzare la rotta del Capo di Bupna Speranza per bypassare il Canale di Suez è salito a un massimo storico nelle ultime settimane con almeno 20 rotazione di linee marittime dalla fine di marzo.

Nella strategia di sostenibilità Ikea – People & Planet Positive – l’azienda ha delineato l’obiettivo di diventare Climate Positive entro il 2030. “Per i trasporti, in Ikea Supply Chain Operations questo obiettivo si traduce in una riduzione media del 70% di Co2 per ogni trasporto che facciamo” ha aggiunto ancora il portavoce di Ikea.

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