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Non solo un emendamento pro-Costa: Confitarma vuole anche sgravi per il corto cabotaggio

Coma preannunciato dalla nostra testata lo scorso 22 maggio, Confitarma e Assarmatori hanno trovato un primo significativo punto di convergenza ed è la richiesta a Roma di aiuti pubblici per le navi che operano nel corto cabotaggio lungo le coste italiane (in particolare traghetti e bettoline per il bunkeraggio). Lo rivela la Confederazione Italiana Armatori […]

di Nicola Capuzzo
31 Maggio 2020
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Coma preannunciato dalla nostra testata lo scorso 22 maggio, Confitarma e Assarmatori hanno trovato un primo significativo punto di convergenza ed è la richiesta a Roma di aiuti pubblici per le navi che operano nel corto cabotaggio lungo le coste italiane (in particolare traghetti e bettoline per il bunkeraggio).

Lo rivela la Confederazione Italiana Armatori presieduta da Mario Mattioli a SHIPPING ITALY confermando in primis la presentazione, già in sede di conversione in legge del decreto Rilancio, di un emendamento che consenta a Costa Crociere di operare temporaneamente lungo le rotte di cabotaggio italiane pur avendo le nave iscritte nel Registro Internazionale (il cosiddetto secondo registro). Ma questa non sarà l’unica misura di supporto chiesta all’esecutivo: “Confitarma ritiene che esista un comparto essenziale della nostra flotta che, pur soffrendo, è rimasto operativo ed è meritevole di attenzione. Si tratta di quelle navi,  tipico esempio quelle che effettuano servizi di bunkeraggio nei porti, che hanno assicurato operatività registrando costi pieni e fatturati in calo”.

L’associazione poi aggiunge: “Questa flotta immatricolata nel primo registro (come i traghetti operanti nel cortissimo raggio) non gode da più di dieci anni di alcun sostegno. Per questo Confitarma ritiene sia doveroso intervenire, almeno per l’anno in corso, al fine di consentire la sopravvivenza e la continuità di tali servizi marittimi essenziali attraverso una misura diretta”. Più nel dettaglio la Confederazione chiede “sgravi art.6 (sgravi contributivi sul personale marittimo imbarcato, ndr) o ristoro del fatturato. Qualunque cosa purché li si aiuti”.

Ma se sull’emendamento pro-Costa Crociere Confitarma farà pressione sul Governo da sola, su questa seconda richiesta avrà certamente il supporto di Assarmatori, l’associazione presieduta da Stefano Messina che già da diverse settimane sta insistentemente chiedendo aiuti pubblici per le compagnie di traghetti attive nei collegamenti con le isole minori in Sardegna, in Sicilia, nel Golfo di Napoli, ecc. per le quali gli ultimi tre mesi di servizio sono stati un bagno di sangue dal punto di vista finanziario.

Questa scelta di Confitarma di spingere per chiedere un aiuto al corto cabotaggio, oltre che l’accoglimento di una precisa richiesta proveniente da alcuni suoi associati, potrebbe essere interpretata anche come un ramoscello d’ulivo teso verso Assarmatori, magari in cambio di una non belligeranza verso la deroga chiesta da Costa Crociere per operare gli itinerari di corto cabotaggio. Dal clima che si respira all’interno delle due associazioni, però Assarmatori pare determinata a ottenere solo risorse per le società di traghetti e ogni provvedimento che possa dirottare o limitare eventuali risorse pubbliche non è gradito.

La scadenza per la presentazione degli emendamenti al decreto Rilancio è stata fissata al 5 giugno, data in cui al più tardi si potrà conoscere nel dettaglio quali strategie politiche abbiano adottato le due associazioni per difendere i rispettivi interessi.

Nicola Capuzzo

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