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Arrivata a Genova la maxi barge che ospiterà la fabbrica dei cassoni per la nuova diga foranea

Tronds Barge 33 è attualmente in rada e, dice Webuild, ormeggerà sulla diga di Pra’ prima di entrare in servizio da settembre a Vado Ligure per costruire i cassoni più grandi

di Nicola Capuzzo - Andrea Moizo
30 Gennaio 2024
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Partita mercoledì scorso da Setubal, in Portogallo, è arrivata nelle scorse ora davanti a Genova, trainata dal rimorchiatore Seraya di Boskalis la barge semiaffondante Tronds Barge 33 su cui verranno realizzati i cassoni più grandi della nuova diga foranea di Genova. Si tratta di una delle poche imbarcazioni al mondo in grado di ospitare le attrezzature necessarie a costruire e affondare cassoni di dimensioni così significative (66,82 x 30 x 33,7 metri). Il suo impiego ha un costo di noleggio pari a 10mila euro al giorno (9 milioni di euro per 900 giorni).

Come mostra il tracciato di Marinetraffic, una volta arrivato, il ‘convoglio’ è rimasto alla fonda dove ancora si trova mentre scriviamo al largo di Genova Pra’.

Il bollettino della Capitaneria indica come destinazione il “cantiere Fincosit”, ma secondo quanto spiegato a SHIPPING ITALY dal consorzio Pergenova Breakwater (capitanato da WeBuild e composto appunto da Fincosit oltre che da Fincantieri e Sidra) la barge Tronds Barge 33 “ormeggerà provvisoriamente alla diga di Pra’ in attesa di essere trasportata a Vado Ligure”. Prima di entrare in funzione, sulla nave dovranno essere effettuate alcune lavorazioni preliminari: “La Barge dovrà essere attrezzata con tutto il necessario alla prefabbricazione (sostanzialmente cassaforma, aste di spinta, martinetti e minuterie varie)” ha fatto sapere il Consorzio.

Come è noto, l’Adsp, sollecitata dai residenti, si è adoperata per spostare a Vado Ligure il cantiere di produzione dei cassoni, anche se mai si è rinunciato formalmente all’originaria location in testata del terminal Psa di Pra’ (tanto che nei documenti autorizzativi relativi a Vado si parla di “tutti i cassoni maggiori e una parte dei restanti”). Ma perché il sito di Vado sia pronto occorrerà ancora almeno un paio di mesi (il commissario della port authority di Genova e Savona, Paolo Piacenza, ha stimato la produzione del primo cassone ad aprile). Su questo però WeBuild ha rassicurato i cittadini di Genova Pra’ : “La prefabbricazione dei cassoni avverrà esclusivamente a Vado Ligure, l’inizio della prefabbricazione è previsto a settembre (da parte di Tronds, prima opereranno altre unità, nda)”.

Ad oggi il ritardo accumulato sul cronoprogramma della produzione dei cassoni è di 7/8 mesi e a ciò si somma l’incognita della realizzazione contestuale (cioè entro fine 2026), auspicata ancora ieri dal sindaco e commissario straordinario Marco Bucci, tanto della fase A, attualmente prevista e finanziata, quanto della fase B.

In occasione dell’assemblea di Genova for Yachting, Bucci, malgrado non risultino evidenze documentali al riguardo né tantomeno atti di finanziamento, ha infatti affermato che “il progetto della diga parte B è stato messo in parallelo alla prima parte per avere tutta la nuova diga pronta entro fine 2026. Entrambe le fasi garantiranno 3 milioni di metri quadrati presi dal porto al mare, di cui su 1 milione circa mettiamo terra mentre gli altri 2 milioni saranno acqua”. I primi utili a espandere le attività portuali e della cantieristica, gli altri necessari a migliorare le condizioni di sicurezza per le manovre delle grandi navi.

Infine, in materia demaniale, nell’ambito territoriale di Savona-Vado il Comitato di Gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale “si è espresso favorevolmente al rilascio di concessione demaniale marittima regolata da licenza, con scadenza 31 dicembre 2024, in capo al Consorzio Pergenova Breakwater avente ad oggetto aree di cantiere e porzione di specchio acqueo per una superficie complessiva di circa 9.110 mq presso il porto di Vado Ligure per la fornitura materiale lapideo necessario ai lavori di realizzazione della nuova diga foranea di Genova. Contestualmente, il board ha approvato la sospensione parziale e temporanea della concessione in capo a Forship S.p.A per le porzioni di aree oggetto del suddetto cantiere”.

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