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Per l’automotive italiano è forte l’impatto della crisi del Mar Rosso

Secondo una indagine di Anfia l’84% del campione lamenta criticità nell’ordine per un allungamento dei tempi di consegna, un aumento dei noli e difficoltà di approvvigionamento

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
3 Aprile 2024
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Un’indagine di Anfia relativa agli impatti sull’industria automotive in Italia della crisi nel Mar Rosso ha evidenziato che l’84% delle aziende del settore ha subito un impatto dalla crisi scatenata dagli attacchi degli Houthi. Nello studio sono state interpellate complessivamente 70 aziende (per poco meno di due terzi attive nella componentistica e per un terzo nella costruzione).

Tra chi ha detto di avere riscontrato criticità, l’indagine evidenzia che il 34,9% ha denunciato un allungamento dei tempi di consegna, il 31,6% un aumento dei noli, il 16,4% difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime e dei componenti e l’11,8% nella programmazione della produzione. Problematiche cui le stesse aziende hanno dichiarato di far fronte tramite il ricorso a forme di trasporto alternative (35,4%) o a fornitori alternativi (20,2%), ad esempio in Europa e in Italia, con la creazione di scorte (33,3%). Tra chi ha dichiarato difficoltà nell’approvvigionamento, la quota maggiore ha indicato problemi nel ricevere le materie prime (36,4%), mentre una fetta minore ha lamentato problemi con componenti elettronici (14,3%), materie plastiche e semiconduttori (10,4% per entrambi). Nonostante le difficoltà generate dalla quasi completa interdizione del passaggio nel Mar Rosso siano molto avvertite, una quota del 35,9% delle aziende interpellate ritiene che non sussistano i presupposti per interruzioni della filiera produttiva, mentre il 31,3% è convinta del contrario. Il 32,8% del campione ha invece dichiarato di non essere in grado di formulare previsioni. Tra le aziende del comparto che nei mesi scorsi hanno subito ritardi nelle consegne ci sono stati comunque lo stabilimento tedesco di Tesla e le linee di produzione europee di Volvo e Suzuki, che hanno subito interruzioni a causa di carenze di componenti.

Nel frattempo l’associazione ha anche diffuso i dati relativi al mercato italiano dell’auto di marzo, chiuso con un calo del 3,7% rispetto a un anno prima in particolare a causa della presenza di due giorni lavorativi in meno e dell'”effetto attesa degli incentivi”.

Più nel dettaglio, il mese è stato mandato in archivio con 162.083 immatricolazioni (-3,7%) contro le 168.324 di marzo 2023, un andamento che però consente comunque al trimestre di essere archiviato con numeri a segno più (451.261 unità, + 5,7% su gennaio-marzo 2023). Il rallentamento è stato evidente per le auto ricaricabili (Bev e Phev) e, in particolare, delle elettriche (Bev), le cui vendite sono calate del 34,4% a marzo e del 18,5% nel trimestre.
Analizzando nel dettaglio le immatricolazioni per alimentazione, le autovetture a benzina vedono il mercato di marzo crescere del 5,7%, con quota di mercato al 31,3%, mentre le diesel calano del 27,6%, con quota al 15,1%. Nel cumulato dei tre mesi del 2024 le immatricolazioni di auto a benzina aumentano del 20% e quelle delle auto diesel calano del 17,4%, rispettivamente con quote di mercato del 31% e del 15%.
Le auto ad alimentazione alternativa rappresentano, nel solo mese di marzo, il 53,6% del mercato, con volumi in crescita dello 0,4% rispetto a quelli di marzo 2023. Nel trimestre crescono del 6,6%, con una quota del 53,9%. Tra queste, le autovetture elettrificate in particolare rappresentano il 45,6 % del mercato di marzo e il 44,3% del trimestre, in aumento dello 0,6% nel mese e del 6,2% nei tre mesi. Nel dettaglio, le ibride non ricaricabili crescono dell’8,3% nel mese, con una quota del 38,8% e del 12,6% nel trimestre, con una quota del 38,2%. Le immatricolazioni di autovetture ricaricabili (Bev e Phev) perdono il 28,6% a marzo e rappresentano il 6,8% del mercato del mese (a marzo 2023 era il 9,2%); nei primi tre mesi dell’anno calano del 21,5% e hanno una quota del 6,2% (in calo di 2,1 punti percentuali rispetto al cumulato del 2023).
Le elettriche (Bev) hanno una quota del 3,3% nel mese e del 3% nei primi tre mesi del 2024; le vendite calano del 34,4% a marzo e del 18,5% nel trimestre. Le ibride plug-in (Phev) registrano una flessione del 22,1% a marzo e del 24% nel trimestre, rappresentando il 3,5% delle immatricolazioni del mese e il 3,2% del totale da inizio anno. Infine, le autovetture a gas rappresentano l’8% di quelle immatricolate di marzo, quasi interamente composto da autovetture Gpl (in lieve calo, -0,8% nel mese). Marginale la quota delle autovetture a metano, che, nel mese, aumentano del 38,6%. Nei primi tre mesi dell’anno, le auto alimentate a metano crescono del 14,5% e quelle a Gpl dell’8,4%. Insieme, nel trimestre, le due alimentazioni costituiscono il 9,6% circa del mercato.

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