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Economia

Caos autostrade: “Dirottare i pedaggi nelle casse delle AdSP”

Le interminabili code che rendono difficile se non impossibile la viabilità in Liguria preoccupano il trasporto merci. Una voce che si leva forte e chiara è quella di Federlogistica-Conftrasporto, allarmata per il principale sistema portuale italiano. “La gravissima situazione della viabilità in Liguria è destinata purtroppo a durare per settimane. Ma le polemiche improduttive non […]

di Nicola Capuzzo
6 Luglio 2020
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Le interminabili code che rendono difficile se non impossibile la viabilità in Liguria preoccupano il trasporto merci. Una voce che si leva forte e chiara è quella di Federlogistica-Conftrasporto, allarmata per il principale sistema portuale italiano. “La gravissima situazione della viabilità in Liguria è destinata purtroppo a durare per settimane. Ma le polemiche improduttive non servono a nulla. L’imperativo ora è scongiurare la fuga del traffico merci e passeggeri dai porti liguri, a vantaggio degli scali stranieri”. Con porti liguri in tilt e zero risorse dal decreto Rilancio, in sostanza, secondo Federlogistica gli scali nord europei ringraziano l’Italia. Per questo il presidente della federazione della logistica, Luigi Merlo, punta il dito verso chi, recriminando, non ha fatto nulla per risolvere la situazione, anzi.

“Tra questi ci sono coloro che hanno fatto di tutto per bloccare il Terzo Valico e anche coloro che si oppongono alla gronda” accusa Merlo. Il sistema portuale ligure, sostiene Merlo, “rappresenta quasi il 50% del traffico container di destinazione finale, motore indispensabile per le attività di export delle imprese del nord ed è il primo sistema portuale per il crocierismo, settore che deve essere messo subito in condizione di ripartire”. Negli ultimi vent’anni, sottolinea il presidente, i tre porti liguri sono cresciuti tantissimo mentre la viabilità non solo non è cresciuta ma è peggiorata. “Questo è dovuto al fatto che la gestione passata di Autostrade per l’Italia, oltre a essere stata assolutamente inadeguata dal punto di vista degli investimenti, ha scontato il prezzo di non avere alcuna percezione della propria funzione logistica per il Paese, comportandosi esclusivamente come un gabelliere” spiega Merlo.

Eppure per superare il problema basterebbero alcune scelte mirate, secondo Federlogistica. “Per evitare che i porti nord europei aggrediscano ancora di più i nostri mercati occorrono risposte immediate che possono arrivare dal potenziamento del servizio ferroviario con riduzione di costi per tracce e manovre ferroviarie, dall’ampliamento delle fasce orarie per ingesso notturno e mattutino nei porti, dall’incremento della digitalizzazione e l’utilizzo di app a favore dell’autotrasporto e della logistica”, prosegue Merlo. Secondo il presidente, vanno attribuiti maggiori poteri ai presidenti delle AdSP, le Autorità di sistema portuale, per fronteggiare le situazioni critiche e mettere in campo iniziative straordinarie. “I pedaggi, da qui a quando non sarà tornata una minima situazione di normalità, dovrebbero essere affidati alle AdSp per avviare azioni immediate – spiega Merlo – L’obiettivo deve essere quello di ridurre i disagi dell’autotrasporto e compensare la riduzione di tutte le tariffe portuali e ferroviarie affinché i clienti dei porti liguri non scelgano, in alterativa i nostri, gli scali stranieri. Questa misura – conclude il presidente Federlogistica-Conftrasporto – sarebbe importante anche per riparare, pur se in minima parte, all’esclusione dei porti italiani dalle risorse previste dal decreto Rilancio. Una dimenticanza che aggraverà ulteriormente la situazione dello scalo di Genova.

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