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Dubbi dei revisori sul piano delle opere 2025-27 del porto di La Spezia

L’incertezza delle coperture e il conseguente rischio di incompiutezza comporta una richiesta di ridimensionamento da parte del Collegio. Rilievi anche su canoni, spese promozionali e partecipazioni

di Andrea Moizo
5 Dicembre 2024
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Il primo banco di prova da vertice dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale non è stato felicissimo per Federica Montaresi, già segretario generale dell’ente, nominata commissario straordinario dopo le dimissioni dell’ex presidente Mario Sommariva e fra i candidati a succedergli in pianta stabile.

Il collegio dei revisori dei conti, infatti, pur esprimendo un parere formalmente favorevole ha formulato diversi rilievi sostanziali sul bilancio di previsione 2025. Nel mirino in particolare l’allegato principale, vale a dire il Piano triennale delle opere 2025-2027.

“Tale programma risulta caratterizzato da un corposo e ambizioso programma di riqualificazione di aree e infrastrutture portuali, per una spesa complessiva superiore ai 451 milioni di euro nel triennio che risulta, tra l’altro, solo in minima parte coperta da risorse proprie, nonostante l’attuale gestione commissariale e la modesta percentuale di attuazione del corrente Pto 2024-2026, (ad oggi circa il 16% della spesa prevista) risulta impegnata nell’anno corrente” hanno stigmatizzato i revisori.

Detto che sul mezzo miliardo di euro di opere in elenco un peso prioritario (oltre 70 milioni di euro) attiene al dragaggio dei primi tre bacini portuali, il Collegio evidenzia come, mentre per il primo anno si prevede di coprire i 138,2 milioni di euro necessari con project financing e 71,7 milioni di euro di mutui (Adsp ne ha in proposito acceso uno con Cassa depositi e prestiti da 57,7 milioni pochi giorni fa), più critica sia la provenienza dei 257 e dei 48 milioni di euro imputati a 2026 e 2027 e ascritti genericamente a contributi dello Stato: “Le risorse previste per le annualità 2026 e 2027 sono connotate da elevata incertezza, atteso che ad oggi non sono state fornite puntuali indicazioni circa la fonte della loro provenienza: emerge pertanto il rischio di mancato completamento delle opere previste in avanzamento per lotti funzionali”.

Questo tipo di struttura finanziaria per la realizzazione delle opere, basata “sull’utilizzo di larga parte dell’avanzo finanziario previsto negli esercizi futuri a rimborso” dei mutui e “su fonti di finanziamento pubblico allo stato non prevedibili”, comporta per il Collegio “pesanti riflessi sulla situazione finanziaria dell’Ente”. Tanto da invitarne i vertici “ad operare una rimodulazione in corso di esercizio del programma, assegnando priorità, in continuità, alle opere già programmate in parte cantierate e già coperte dai finanziamenti statali ed europei (…). Va valutata altresì l’attualità degli interventi costituenti il programma 2024 non ancora attuati, al fine di recuperare risorse più proficuamente utilizzabili sull’elenco 2025”.

Non priva di rilievi neppure la parte della relazione dei revisori dedicata al bilancio in senso stretto.

Qui in particolare “in considerazione del quadro macroeconomico generale caratterizzato da profonda incertezza, si raccomanda l’Ente di effettuare un attento monitoraggio degli introiti di che trattasi al fine di attuare opportune azioni correttive”. Soprattutto a valle del “sensibile scostamento delle entrate per canoni demaniali che passano da euro 5.920.000 ad euro 2.650.000 a seguito di una revisione della distinzione operata sui canoni concessori a Marina di Carrara”.

Inoltre “permane molto elevata la spesa programmata per attività di promozione e propaganda”, da cui “l’invito a contenere tali spese all’interno di una attenta programmazione, valutandone l’effettiva redditività prospettica”. E focus sulla “volontà dell’Ente di acquisire una nuova partecipazione nella

Società “Svar S.r.l. (Società Valorizzazione Aree Retro portuali)” che ha come oggetto sociale, principalmente, la progettazione, la realizzazione e la gestione di infrastrutture ed attrezzature di interesse collettivo e di supporto alle aree retro portuali site in Comune di Santo Stefano di Magra”: un’operazione per la quale i revisori suggeriscono l’attenta verifica della “stretta necessità dell’operazione con i fini istituzionali dell’Ente”, della “motivazione analitica in ordine ai profili della convenienza economica, sostenibilità finanziaria (…) e della compatibilità della scelta con i principi di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa, dell’onere di motivazione in ordine alla compatibilità dell’intervento finanziario con le norme dei trattati europei e, in particolare, con la disciplina degli aiuti di Stato”.

Svar è una società controllata al 79% da Contrepair (facente capo a Cesare Filippo Dellepiane e partecipata da Lsct, concessionaria del porto spezzino, e da Marinvest, holding del gruppo Msc) e partecipata per il resto dal Comune di Santo Stefano Magra.

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