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Ionian Shipping Consortium festeggia i primi dieci anni e si prepara al futuro di Taranto

Il presidente Pentassuglia sottolinea come la forza della rete sia stato il plus che ha consentito a molte agenzie marittime tarantine di attraversare uno dei decenni più complicati del porto ionico

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
31 Marzo 2025
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“L’inizio fu travolgente, partimmo in cinque e in trenta giorni eravamo già raddoppiati. E forse per questo rapido associarsi di molte teste cominciarono quasi subito, da fuori, a darci per spacciati: senza capire che era proprio questa molteplicità di vedute la nostra forza”.

Dieci anni dopo, festeggiato da pochi giorni il primo compleanno a due cifre, Ionian Shipping Consortium, l’associazione consortile di agenti marittimi tarantini fondata nel 2015, è invece ancora al suo posto e il presidente Gerardo Pentassuglia ne esalta il modello: “Senz’altro tenere insieme tante teste non è stato semplice. Ma è anche ciò che ci ha consentito di comprendere meglio le sfide, le potenzialità e le criticità del territorio, offrendo ad esso le risposte più adatte che fornitori di servizi come sono le nostre imprese possano dare”.

Il tutto in un contesto tutt’altro che semplice: “In questo decennio a Taranto abbiamo assistito alla feroce crisi della siderurgia, che ha impattato sulla grande industria, che è tutt’oggi il motore dello scalo. E non dimentichiamo il tracollo del transhipment e poi covid e pandemia. Anni tristi, insomma. Ciononostante le imprese dello shipping hanno tenuto. Abbiamo affiancato l’industria nel ripensamento degli schemi preesistenti e lavorato a nuovi filoni, penso ad esempio al crocieristico, un settore inesistente a Taranto 10 anni fa”.

Per Pentassuglia però l’anima del porto di Taranto resta industriale: “Sono stati anni difficili, ma il rilancio del polo siderurgico ora sembra alla portata col passaggio di proprietà dell’ex Ilva. E nuove opportunità stanno prendendo forma: in primis il siderurgico, ma anche altri filoni come il fotovoltaico. Le imprese del consorzio si sono adeguate e si stanno adeguando, ad esempio sviluppando servizi tipici del settore energetico come quello delle perizie. E continueranno a farlo, confrontandosi con chiunque occorrerà, sia esso Baku Steel o altri”.

A monte il modello consortile manterrà saldi i suoi cardini: “Formazione specialistica, focus sui giovani e rapporto col territorio. Non solo con le sue imprese, ma anche con le istituzioni, rafforzando ulteriormente il legame già forte con la Capitaneria di porto e con l’Autorità portuale, ora destinata a cambiare timone. Taranto ha grandi spazi, spesso vuoti, e infrastrutture di prim’ordine: si tratta di sfruttarli al meglio. Isc può aiutare in questo, forte d’un’esperienza oggi decennale e di una rete cresciuta e in crescita – abbiamo all’esame del direttivo alcune richieste di adesione – che rappresenta la forza di questo modello. Un modello che, chissà – chiude Pentassuglia – potrebbe essere d’ispirazione anche per altri porti”.

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