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Pifim e Port of Amsterdam: chi c’è dietro la cordata interessata al porto canale di Cagliari

Dopo l’annuncio che un soggetto ha manifestato interesse alla gestione dell’intero terminal container del porto di Cagliari in molti si sono chiesti chi siano i protagonisti di questa cordata che ha espresso la propria manifestazione d’interesse a gestire l’intero terminal dell’ex Cict. L’AdSP del Mar di sardegna ha scritto in una nota che l’offerta pervenuta […]

di Nicola Capuzzo
31 Agosto 2020
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Dopo l’annuncio che un soggetto ha manifestato interesse alla gestione dell’intero terminal container del porto di Cagliari in molti si sono chiesti chi siano i protagonisti di questa cordata che ha espresso la propria manifestazione d’interesse a gestire l’intero terminal dell’ex Cict. L’AdSP del Mar di sardegna ha scritto in una nota che l’offerta pervenuta è riconducibile alla società di diritto inglese Pifim, in avvalimento con la Port of Amsterdam International. Il piano industriale prevede investimenti per 180 milioni di euro.

La Port of Amsterdam International è una società d’investimenti collegata all’azienda che gestisce lo scalo marittimo olandese e che si occupa di progetti infrastrutturali in giro per il mondo. Fino ad oggi ha investito in Africa (Costa d’Avorio), Medio Oriente (Fujairah), Hong Kong, Centro e Nord America (rispettivamente Aruba e Bonaire e Galveston). Di fatto si tratta del ramo d’azienda del porto di Amsterdam che investe in progetti infrastrutturali all’estero.

Pifim invece, secondo quanto è possibile ricostruire, è un veicolo d’investimento amministrato da alcuni professionisti italiani di stanza a Londra. Il presidente e fondatore è Davide Pinna e affianco a lui operano anche Fabio Castaldi e Amleto Del Tito. Sul proprio sito Pifim Group si definisce un giovane e dinamico gruppo di società impegnate in acquisizioni, ristrutturazioni e investimenti in aziende medio-piccole attive in vari settori. Fra questi vengono segnalate il settore minerario e dei metalli, il marittimo, medicina e benessere, moda e lusso, media, sport, real estate e mercati finanziari.

Nella sua nota la port authority della Sardegna definisce questa manifestazione d’interesse «un traguardo che pone le basi per una concreta prospettiva di ripresa delle attività commerciali legate al settore del transhipment (trasbordo di container, ndr) e un futuro occupazionale più chiaro per le centinaia di lavoratori la cui cassa integrazione è in scadenza il prossimo 2 settembre».

Una volta valutata la completezza dell’istanza e la rispondenza alle finalità di sviluppo dei traffici, seguirà la pubblicazione della domanda per un periodo di almeno 60 giorni, termine entro il quale anche altri soggetti interessati potranno presentare richieste in concorrenza o eventuali osservazioni e opposizioni.

A proposito del rinnovo della cassa integrazione i sindacati denunciano la scelta di Contship Italia che a loro dire non intende rinnovarne la richiesta tramite l’ex concessionaria Cagliari International Container Terminal. Domani, martedì 1 settembre, al Ministero dello sviluppo economico si terrà un secondo incontro con le parti coinvolte, dopo quello odierno, nella speranza di arrivare in extremis a una soluzione ponte verso la probabile (ancora non sicura) assegnazione al duo Pifim – Port of Amsterdam International del terminal al porto canale e dei suoi 200 lavoratori.

A precisa richiesta di SHIPPING ITALY su quali siano i dettagli e il piano industriale del ‘promesso terminalista’ il porto di Amsterdam ha preferito per ora non rilasciare ulteriori dettagli mentre Davide Pinna, numero uno di Pifim, non è stato raggiungibile.

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