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Vacilla il promesso raddoppio del Ferrobonus

L’integrazione promessa è stata formalmente inserita dal Governo nel Piano per l’aria, ma gli importi sono gli stessi già stanziati. Nessun chiarimento da Presidenza del Consiglio e Mit

di Andrea Moizo
10 Settembre 2025
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Il raddoppio delle risorse per il Ferrobonus, il meccanismo di incentivazione dello switch modale gomma-ferro, promesso dal Governo in primavera, sembra essere è in dubbio.

Come anticipato da SHIPPING ITALY il Governo a fine giugno ha varato il “Piano di azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria” che, con un decreto legge convertito lo scorso novembre, l’esecutivo s’era impegnato ad adottare, in risposta a tre procedure d’infrazione aperte dalla Commissione Europea nei confronti dell’Italia per superamento dei limiti di concentrazione di inquinanti nell’aria.

A inizio agosto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, inserendovi una misura intitolata “Incremento dei contributi ministeriali Ferrobonus”. Scorrendo il dettaglio si nota però come l’ammontare delle risorse in questione, “pari a euro 29.855.000 per ciascuna delle due annualità 2025 e 2026 (…) a valere su risorse del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”, sia esattamente identico a quello che il bilancio dello Stato allegato all’ultima legge Finanziaria già riconosceva al Mit per la voce Ferrobonus in quelle annualità (sommando ai circa 20 milioni annui già disponibili i 10 milioni annui stanziati proprio in Finanziaria).

Il dubbio segnalato da alcuni addetti ai lavori, alimentato anche dall’indeterminatezza sulla provenienza delle risorse, è insomma che lo “incremento” del Piano, più che un raddoppio al centesimo di quanto fino ad oggi previsto per l’incentivo, possa essere un artificio retorico atto a convincere Bruxelles della bontà del Piano stesso nell’utilizzare risorse aggiuntive volte a migliorare la qualità dell’aria italiana, senza che in realtà sia stato destinato un centesimo in più rispetto a quanto previsto prima che il Piano fosse redatto.

Né il Ministero dei Trasporti né Francesco Petracchini, direttore della cabina di regia istituita dalla Presidenza del Consiglio per la predisposizione del Piano, hanno risposto alla richiesta di chiarimenti in materia pervenuta dal nostro giornale.

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