• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Spedizioni

Brexit in arrivo: la maggiore parte degli spedizionieri britannici si dice impreparata

La maggior parte delle imprese di spedizione e logistica del Regno Unito teme di non avere personale sufficiente per svolgere in maniera fluida il lavoro aggiuntivo richiesto sotto forma di pratiche doganali dal prossimo 1 gennaio quando la Brexit a tutti gli effetti entrerà in vigore. Il periodo di transizione per il distacco dall’Unione Europea […]

di Nicola Capuzzo
28 Settembre 2020
Stampa

La maggior parte delle imprese di spedizione e logistica del Regno Unito teme di non avere personale sufficiente per svolgere in maniera fluida il lavoro aggiuntivo richiesto sotto forma di pratiche doganali dal prossimo 1 gennaio quando la Brexit a tutti gli effetti entrerà in vigore. Il periodo di transizione per il distacco dall’Unione Europea terminerà e secondo la maggioranza degli spedizionieri inglesi gli annunci governativi, le pubblicazioni e le informazioni disponibili ad oggi risultano insufficientemente accurate e chiare.

Questo sentiment emerge da un sondaggio condotto fra i suoi associati dalla British International Freight Association (Bifa) che ha appurato come la maggioranza degli intervistati nutre notevoli riserve sulla capacità di gestire i principali cambiamenti nelle relazioni commerciali del Regno Unito all’inizio del 2021, come la nuova documentazione e le nuove procedure doganali.

Quasi due terzi – il 64% degli intervistati – ritiene di non avere personale sufficiente per svolgere l’ulteriore mole di lavoro (pratiche doganali) che sarà necessario a partire dal 1 gennaio, una percentuale che è aumentata in maniera significativa rispetto alla precedente indagine simile condotta a maggio.

Robert Keen, direttore generale dell’associazione di categoria che rappresenta le società di spedizioni britanniche, afferma di ritenere che i risultati dell’ultimo sondaggio condotto da Bifa mostrano chiaramente che è necessaria maggiore chiarezza anche sui piani del Governo per quanto riguarda i confini. “I risultati indicano che la recente pubblicazione del Border Operating Model e del Moving Goods Under the Northern Ireland Protocol non hanno aiutato molto la comprensione dei membri sulle procedure riguardanti le importazioni e le esportazioni tra l’Ue e il Regno Unito e fra Gran Bretagna e Irlanda del Nord” ha detto Keen.

Ad un quesito generale sulla loro comprensione dei piani del governo britannico per il confine dopo la fine del periodo di transizione, più della metà degli intervistati ha affermato di non avere alcuna conoscenza sulla materia o di non saper dire quali altre informazioni sarebbero necessarie.

Il 70% degli intervistati ha poi dichiarato di conoscere le procedure doganali necessarie per importare merci nel Regno Unito dall’Ue dopo il 31 dicembre, mentre meno della metà dello stesso campione ha affermato lo stesso per le dichiarazioni di sicurezza. Stesso risultato poco rassicurante arriva anche dagli intervistati coinvolti nell’importazione di animali vivi e/o prodotti di origine animale, così come frutta e verdura fresca.

Medesima incertezza e scarsa conoscenza delle procedure è emersa per i movimenti di merci in esportazione dal Regno Unito verso l’Ue: il 79% degli intervistati ha dichiarato di non avere alcuna comprensione delle procedure di importazione nei singoli Stati membri dell’Unione Europea per quanto riguarda i movimenti in export dalla Gran Bretagna.

La confusione regna sovrana anche sul trade fra Regno Unito e Irlanda del Nord: alla domanda se comprendono i processi corretti relativi al commercio tra questi due mercati nell’ambito del programma “Moving goods under the Northern Ireland Protocol”, la stragrande maggioranza degli intervistati ha risposto di non comprendere le procedure doganali, né le dichiarazioni di sicurezza che saranno richieste.

Alla domanda se gradirebbero ricevere maggiori informazioni dal Governo su varie questioni, la stragrande maggioranza degli spedizionieri britannici intervistati ha risposto di sì: 86% per le procedure doganali di import/export; 71% per le merci controllate e soggette a licenza; 82% per le dichiarazioni di sicurezza; 77% per il sistema di gestione dei veicoli merci (GVMS); 85% per il servizio di trasporto merci intelligente e 62% per il servizio di assistenza ai commercianti (solo per l’Irlanda del Nord).

Keen ha poi aggiunto: “Il nostro precedente sondaggio ha rilevato che la maggior parte degli intervistati ritiene sia auspicabile un’estensione del periodo di transizione se entro il 31 dicembre 2020 non verrà concordato alcun accordo commerciale e se gli scambi del Regno Unito con l’Ue saranno condotti in linea con il Wto”.

L’associazione britannica degli spedizionieri auspica che i governanti “siano disposti ad ascoltare le significative riserve che sono state espresse dalle aziende che sono in prima linea nella gestione delle importazioni e esportazioni del Regno Unito per quanto riguarda la loro preparazione sull’attività da svolgere alla fine del periodo di transizione”.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
Infiltrazioni mafiose negli scali italiani: l’analisi del rapporto “Diario di bordo 2026”
L'associazione Libera ha registrato 131 casi di criminalità nei porti italiani, con un incremento del 14% rispetto al 2024
  • AdSP
  • Diario di Bordo 2026
  • infiltrazioni mafiose
  • intelligence tecnologica
  • porti
  • rapporto Libera
  • traffici illeciti
4
Market report
22 Aprile 2026
Grimaldi entra per la prima volta nella top 25 degli armatori container
Il gruppo armatoriale partenopeo ha visto crescere del 24% in un anno la capacità di stiva per box
  • Alphaliners
  • container
  • DynaLiners
  • Grimaldi
1
Navi
18 Aprile 2026
“Crociere a rischio rallentamento”: l’allarme arriva dagli analisti finanziari
Per Ubs e Morgan Stanley i conflitti e le incertezze geopolitiche stanno ritardando e penalizzando le prenotazioni (soprattutto in Europa)…
  • conflitti
  • crisi
  • crociere
  • Europa
  • Guerre
  • Morgan Stanley
  • prenotazioni
  • rallentamento
  • Ubs
3
Economia
15 Aprile 2026
Nuovo record di crocieristi in Italia: nel 2026 attesi 15,1 milioni di passeggeri (+2%)
Msc rimane leader con oltre 5 milioni di ospiti a bordo. "Tempi maturi per un’evoluzione di mercato collegata all’ingresso sul…
  • 2026
  • Cemar Agency Network
  • crociere
  • porti italiani
  • previsioni
  • statistiche
2
Market report
14 Aprile 2026
Crociere verso i 50 milioni di passeggeri in dieci anni grazie all’arrivo di 34 nuove navi
Msc guida la corsa con 10 nuove navi attese al debutto nei prossimi anni. Fincantieri, Meyer Werft e Chantiers de…
  • crociere
  • nuove navi
  • portafoglio ordini
2
Market report
14 Aprile 2026
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Exit mobile version