A Gioia Tauro primo test di cold ironing su una portacontainer di Msc
Impianto sperimentato con successo ma non è ancora chiaro chi e a quali condizioni lo gestirà
Ci son voluti tre mesi in più del previsto, ma il primo test della prima cabina elettrica realizzata nell’ambito del progetto per l’elettrificazione delle banchine di Gioia Tauro è andato a buon fine.
Ne ha dato magniloquente annuncio l’Autorità di sistema portuale: “Protagonista della prima operazione di test, completata con successo, è stata la nave cargo Msc Mirja da oltre 19mila TEUs. Dopo l’ormeggio, il personale tecnico ha provveduto al collegamento dell’unità navale alla presa mobile del sistema di cold ironing attraverso i cavi di alimentazione. Ultimate le verifiche tecniche e le operazioni di interfacciamento con la cabina elettrica, la nave ha spento i propri motori ausiliari ed è stata alimentata esclusivamente dalla rete elettrica di terra, con una potenza complessiva di circa sette MW”.
Enfasi da sbarco sulla luna nelle parole del presidente Paolo Piacenza: ““Oggi il porto di Gioia Tauro compie un passo che segna un momento storico non solo per il nostro scalo, ma per l’intero sistema portuale nazionale. Una mega nave portacontainer ha spento i propri motori durante l’ormeggio, ricevendo energia esclusivamente dalla rete elettrica di banchina. Non stiamo parlando di un’infrastruttura semplicemente completata, ma di un sistema pienamente funzionante e al servizio delle compagnie di navigazione. Questo risultato dimostra come la sostenibilità possa tradursi in innovazione concreta e competitività. Gioia Tauro continua ad anticipare i processi di trasformazione della portualità europea, investendo in tecnologie che riducono l’impatto ambientale e rafforzano l’attrattività dello scalo sempre più efficiente, sostenibile e integrato con le grandi reti logistiche internazionali”.
Il problema è che a Gioia Tauro, come in qualunque porto italiano già dotatosi di infrastrutture di cold ironing, le linee guida per la gestione degli impianti e la relativa tariffazione non sono ancora state definite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sicché ad oggi più che i test per verificare la funzionalità degli impianti non si può fare.
L’Adsp ha ricordato che “il progetto di elettrificazione delle banchine (di cui parte ancora da realizzare, ndr) rappresenta inoltre uno dei più importanti investimenti energetici oggi in corso nel sistema portuale italiano. Per alimentare le navi ormeggiate, il progetto dell’Autorità di Sistema portuale ha puntato ad incrementare la disponibilità di energia elettrica fino a 80 MW. A tale fabbisogno si affianca quello della Medcenter Container Terminal S.p.A., concessionaria del terminal contenitori, che ha avviato un ambizioso piano di elettrificazione delle proprie infrastrutture operative, comprendente le gru automatiche di piazzale e il potenziamento delle gru elettriche di banchina, per un ulteriore fabbisogno di 80 MW. Complessivamente, il progetto prevede l’ampliamento della connessione alla rete nazionale di alta tensione destinata a servire sia l’Autorità di Sistema portuale sia Mct, per una potenza complessiva di 160 MW”.
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