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I portuali di Cagliari chiedono l’immediata creazione di una nuova Agenzia del lavoro

Così come già avvenuto a Gioia Tauro e a Taranto, anche al porto di Cagliari la soluzione temporanea del Governo per traghettare i lavoratori portuali fino alla prossima auspicata fase di rilancio del terminal container è l’Agenzia per il lavoro. Lo si apprende da una nota sindacale nella quale si legge che, “in seguito all’incontro […]

di Nicola Capuzzo
17 Novembre 2020
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Così come già avvenuto a Gioia Tauro e a Taranto, anche al porto di Cagliari la soluzione temporanea del Governo per traghettare i lavoratori portuali fino alla prossima auspicata fase di rilancio del terminal container è l’Agenzia per il lavoro.

Lo si apprende da una nota sindacale nella quale si legge che, “in seguito all’incontro che si è svolto la settimana scorsa al Ministero dello Sviluppo Economico per definire, con il supporto del Ministero dei Trasporti e dell’AdSP, l’istituzione di un’entità giuridica che accolga i lavoratori ex Contship/Cacip oggi in Naspi (indennità mensile di disoccupazione, ndr), la Uiltrasporti Sardegna ribadisce la bontà dell’iniziativa, chiedendo che l’attivazione dell’Agenzia Portuale di Cagliari sia immediatamente inserita nella legge di bilancio per essere operativa prima possibile tenendo con particolare interesse alla durata del contenitore e al riferimento economico a sostegno dei 192 lavoratori”.

L’Agenzia per la somministrazione del lavoro in porto e per la riqualificazione professionale è prevista dall’art. 4 del D.L. 29/12/2016, n. 243 poi convertito, con modificazioni, dalla L. 27/02/2017, n.18 e ad esempio nel porto di Taranto ha visto confluire i “lavoratori in esubero delle imprese che operano ai sensi dell’articolo 18 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, autorizzate alla movimentazione dei container che, alla data del 27 luglio 2016, usufruivano di regimi di sostegno al reddito nelle forme degli ammortizzatori sociali”. Discorso simile è valso per i portuali di Gioia tauro fino a quando il terminal è passato al 100% nelle mani di Msc.

“A questo percorso virtuoso a livello ministeriale che peraltro tutela figure professionali formate 20 anni fa dalla Regione Sardegna con fondi pubblici – spiega il segretario generale della Uiltrasporti Sardegna William Zonca – può essere proficuo affiancare un percorso parallelo messo in campo dalla Regione che, come richiesto dalle organizzazioni sindacali, aumenti gli strumenti a tutela dell’occupazione con l’utilizzo dei fondi Feg (Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, ndr). In ogni caso bisogna andare avanti senza indugi e tentennamenti, nell’interesse pubblico e dei lavoratori, lasciando da parte interessi di parte”.

Nessuna novità, nel frattempo, dalla commissione aggiudicatrice che sta valutando il piano industriale per il subentro nelle aree del terminal container messo sul piatto da Pifim e Port of Amsterdam. “Attendiamo gli sviluppi della call internazionale ribadendo la nostra chiara posizione sull’importanza del transhipment per l’economia sarda” evidenzia ancora Zonca. “L’istituzione di un ammortizzatore sociale a lungo termine permetterebbe anche una eventuale seconda call meno restrittiva qualora non vi fosse un esito positivo della prima. Riteniamo che il transhipment abbia un ruolo fondamentale nell’economia del territorio. La Sardegna non deve abbandonare questo segmento di mercato perché continua ad essere strategico”.

Nel frattempo c’è sempre il Gruppo Grendi alla finestra in attesa anch’esso di una risposta all’istanza di concessione presentata per avviare su una porzione delle superfici disponibili un terminal per la movimentazione di container al servizio in primis di Msc e Hapag Lloyd.

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