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La congestione nel porto di Trieste limita i risultati di Dfds

Il gruppo logistico e armatoriale danese Dfds ha chiuso il 2019 con ricavi in aumento a 16,5 milioni di corone (da 15,7 milioni nel 2018), un Ebitda positivo per 3,6 milioni di corone e un profitto di 1,3 milioni di corone (in lieve calo rispetto all’utile di 1,6 milioni di corone di dodici mesi prima) […]

di Nicola Capuzzo
18 Febbraio 2020
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Il gruppo logistico e armatoriale danese Dfds ha chiuso il 2019 con ricavi in aumento a 16,5 milioni di corone (da 15,7 milioni nel 2018), un Ebitda positivo per 3,6 milioni di corone e un profitto di 1,3 milioni di corone (in lieve calo rispetto all’utile di 1,6 milioni di corone di dodici mesi prima) ma i suoi risultati nel bacino Mediterraneo hanno risentito negativamente ella congestione in atto nel porto di Trieste. Lo scalo giuliano attualmente è servito da Dfds (che nella primavera del 2018 aveva rilevato Un Ro-Ro) dai porti turchi di Yalova e di Pendik (poco distante da Istanbul).

Nel suo report finanziario annuale la compagnia di navigazione danese spiega che i risultati del business in Mediterraneo (oltre all’Italia una linea scala il porto francese di Sete) sono zavorrati da criticità legate a una situazione di congestione nel porto di Trieste che riducono l’efficienza dei servizi intermodali. Non a caso recentemente il numero uno di Samer Seaports & Terminals, Jens Peder Nielsen, a SHIPPING ITALY ha rivelato l’interesse a realizzare almeno due nuovi binari in banchina, investire in una nuova gru ferroviaria e insedsiarsi in altre aree retroportuali.

Sempre nel report finanziario annuale di Dfds si legge che la rotta fra Istanbul e Trieste da fine 2018, quando l’operatore concorrente Ekol si è arreso lasciando campo libero alla shipping company danese, i volumi di carichi rotabili trasportati sono aumentati di un 30% circa e un nuovo porto in Turchia è stato aggiunto a Yalova, sempre nei pressi di Istambul. A Trieste, invece, oltre al proprio terminal di Riva Traiana, le navi di Dfds scalano anche l’Europa Multipurpose Terminals al Molo VI.

Nonostante ciò la compagnia rileva che nell’ultimo trimestre del 2019 il risultato del mercato Mediterraneo è stato significativamente inferiore in termini di margine operativo lordo non tanto per i volumi trasportati e i ricavi (cresciuti secondo le previsioni) ma per altri fattori. Uno di questi è stato “la più bassa capacità di utilizzazione dei treni operati verso il resto d’Europa a causa della congestione nel porto di Trieste”.

Le cose, però, sembra vadano migliorando in primis perché la compagnia danese si aspetta una ripresa dell’economia turca e quindi dell’esportazioni, poi perché “la semplificazione dei servizi marittimi e dell’organizzazione operativa in porto avviata nell’ultimo trimestre del 2019 sta migliorando l’efficienza e la soddisfazione dei clienti” precisa ancora il report di Dfds. Che in conclusione afferma: “L’ultima importante ristrutturazione da completare è il miglioramento dell’efficienza operativa nei due terminal di Trieste (Riva Traiana e Molo VI, ndr) e questo obiettivo ci aspettiamo che venga raggiunto nel corso dei primi tre mesi del 2020”.

N.C.

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