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Il Governo aiuta i portuali degli articoli 17

Quasi fatta per l’emendamento che stanzia 2 milioni di euro a coprire le minori giornate di lavoro del 2024 rispetto al 2019. In sospeso il ritocco alla proroga delle Agenzie del transhipment

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
14 Febbraio 2024
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portuale

Mentre per i lavoratori portuali delle agenzie del lavoro di Cagliari, Gioia Tauro e Taranto la situazione resta in bilico, per quelli delle compagnie portuali la partita del Decreto Milleproroghe è ormai pressoché chiusa positivamente.

Come noto, da settimane è in corso alla Camera l’iter del provvedimento di conversione del Decreto Legge varato a fine anno dal Governo. I diversi emendamenti di allungamento della previsione di proroga trimestrale (presente nel testo originario) della durata (e soprattutto del finanziamento statale) delle suddette Agenzie, infatti, non sono ancora stati valutati dalla Commissione Bilancio della Camera che sta esaminando in sede referente il provvedimento.

Si tratta delle società che a partire dal 2016 hanno assorbito i lavoratori in esubero a Gioia Tauro e licenziati dai terminalisti in fuga da Cagliari e Taranto (Cict e Tct), circa 600 persone in tutto ancora inserite in queste liste di mai avvenuto ricollocamento da parte delle Adsp che le hanno create e gestite.

Ha invece ottenuto l’approvazione della Commissione l’emendamento, inserito ex novo dalla Lega, volto a modificare l’articolo 199 del Decreto Rilancio del 2020, che, per fronteggiare gli effetti della pandemia, prevedeva sostegni per compagnie e imprese portuali, poi rinnovati col pretesto della guerra in Ucraina. Ora (sempre che la misura sia confermata nei successivi passaggi parlamentari) viene inserita come causale la “recente crisi nel Medio Oriente e nel Mar Rosso” e si stanziano 2 milioni di euro che le Autorità di sistema portuale potranno erogare nel 2024 ai fornitori di manodopera temporanea (ex art.17) come contributo di “euro 90 per ogni lavoratore in relazione a ciascuna giornata di lavoro prestata in meno rispetto al corrispondente mese dell’anno 2019”.

Malgrado l’emendamento sia stato proposto dalla Lega – e da altre forze politiche in formulazioni alternative – fin dalle prime battute dell’iter e confermato ad ogni scrematura, da settimane alcuni parlamentari del Partito Democratico evocavano una non meglio precisata contrarietà del Ministero dell’economia e delle finanze (invero inspiegabile dato che i fondi reperiti dalla Lega attingono a risorse già nella disponibilità del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti), tanto da evocare ancora ieri un presunto “schiaffo ai lavoratori” da parte del Governo e da caldeggiare “l’approvazione dei nostri emendamenti”.

Salvo poi riformularli nella notte in versione identica a quella della Lega e a rivendicare oggi “la forte pressione congiunta di associazioni, sindacati e Pd” che avrebbe portato all’approvazione. Così fornendo un assist prezioso al viceministro Edoardo Rixi, che, dopo settimane a smentire gli allarmi sollevati dall’opposizione, oggi si è inevitabilmente e correttamente ascritto “un’altra promessa mantenuta”.

A.M.

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