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Sottoscritto ad Ancona il Blue Agreement da shipping company e agenzie marittime

Anticipato volontariamente di sei mesi l’obbligo di utilizzare combustibile a uso marittimo con tenore di zolfo non superiore allo 0,1% rispetto all’attuale 0,5%

di Redazione SHIPPING ITALY
27 Ottobre 2024
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Porto di Ancona traghetto Florencia (Grimaldi) – Superfast III

Anticipare volontariamente di sei mesi, nell’area portuale di Ancona, l’obbligo di utilizzare combustibile a uso marittimo con tenore di zolfo non superiore allo 0,1% rispetto all’attuale 0,5%.

Questo prevede l’accordo “Ancona blue agreement” sottoscritto, nella sede dell’Autorità di sistema portuale (Adsp) del Mare Adriatico centrale ad Ancona dalle tre istituzioni promotrici dalle compagnie di navigazione di traghetti e crociere, dagli agenti marittimi nel porto dorico.

L’obiettivo è “ridurre l’impatto delle emissioni in atmosfera da parte delle navi che arrivano e ormeggiano nel porto di Ancona”. L’accordo è promosso da Adsp, Capitaneria di porto e Comune di Ancona nella “volontà condivisa di favorire l’utilizzo di buone pratiche per diminuire l’effetto sulla città della permanenza delle navi traghetto e crociere nelle aree portuali”.

Firmatari dell’intesa sono stati Vincenzo Garofalo, presidente dell’Adsp del Mare Adriatico centrale, l’ammiraglio ispettore Vincenzo Vitale, direttore marittimo delle Marche, Daniele Silvetti, sindaco di Ancona, i rappresentanti delle compagnie di navigazione Adria Ferries, Grimaldi Euromed, Jadrolinija Rijeka, Msc Cruise Management Uk, Snav, Superfast Ferries e delle agenzie marittime Morandi, Amatori, Archibugi, Morbidelli e Frittelli Maritime group. Alla firma ha partecipato il segretario generale dell’Adsp, Salvatore Minervino.
L’accordo interessa, per ora, le navi traghetto passeggeri e ro-ro e le crociere nelle manovre di ingresso, d’uscita dallo scalo e sosta in banchina, e resta aperto alla sottoscrizione di ogni altra nave cargo di linea che scala il porto di Ancona.

La nuova normativa in applicazione della Convenzione internazionale Marpol 73/78 per la prevenzione dell’inquinamento causato dalle navi include, a partire dal primo maggio 2025, il mare Mediterraneo nell’area ad emissione controllata (Seca-Sulphur emission control area ossia zona di controllo delle emissioni di zolfo). Nel mondo sono in vigore altre aree Seca, nel mare del Nord, nel Baltico, sulle coste del Canada e degli Stati Uniti, inclusa l’area caraibica degli Usa.

“L’anticipo di sei mesi al porto di Ancona della normativa rappresenta un significativo contributo alla riduzione degli effetti determinati dalla sosta delle navi in porto, in particolare traghetti e crociere” sottolinea l’Adsp. “L’accordo affida a ognuno dei firmatari, un preciso compito nel favorire la sensibilizzazione e la diffusione dei contenuti, nell’applicazione e nel controllo di quanto stabilito”. Il cluster marittimo del porto di Ancona conferma, con questa scelta, “l’impegno comune nel voler diminuire l’impatto del traffico marittimo sul tessuto urbano”.

Nel novembre 2018, era stata siglata un’intesa fra Adsp, Capitaneria di porto e alcune compagnie di navigazione che prevedeva l’utilizzo di combustibile con tenore di zolfo allo 0,1% soltanto nelle fasi di sosta in banchina e uscita dal porto fino al 31 dicembre 2019, mantenendo, invece, nella fase d’ingresso il carburante al tempo autorizzato, con tenore di zolfo allo 1,5%. Una sperimentazione prima dell’ingresso in vigore, dal primo gennaio 2020, delle attuali regole europee sull’utilizzo del combustibile nelle navi con limite massimo allo 0,5%, che termineranno con la nuova normativa del primo maggio 2025, ma che ad Ancona saranno anticipate dal prossimo primo novembre grazie all’accordo odierno.

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