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Economia

Mercato crociere: si salvi chi può

I crocieristi sono pronti a tornare a bordo ma l’industria delle vacanze in mare, per poter tornare a salpare e navigare, deve necessariamente attendere che le condizioni di contesto siano ottimali. Cosa che in questi giorni ancora non è del tutto avvenuta. L’Italia, e Msc Crociere in particolare, con la prima ripartenza della nave Msc […]

di Nicola Capuzzo
30 Agosto 2020
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I crocieristi sono pronti a tornare a bordo ma l’industria delle vacanze in mare, per poter tornare a salpare e navigare, deve necessariamente attendere che le condizioni di contesto siano ottimali. Cosa che in questi giorni ancora non è del tutto avvenuta.
L’Italia, e Msc Crociere in particolare, con la prima ripartenza della nave Msc Grandiosa dal porto di Genova lo scorso 16 agosto, ha dato un segnale forte al mercato internazionale. Anche in Germania qualche breve itinerario era partito pochi giorni prima. Il numero di prenotazioni da parte dei passeggeri ha dato dei segnali incoraggianti ma nel settore ci sono ancora molte instabilità e incertezze. L’aumento dei contagi in diversi paesi d’Europa negli ultimi giorni ha subito rallentato i piani verso una progressiva ripartenza delle navi. La stessa Msc ha dovuto posticipare gli itinerari che già aveva iniziato a vendere dal porto di Trieste verso la Grecia e altri scali dell’Adriatico. Costa Crociere ha preferito attendere inizio settembre per proporre la sua prima crociera post-lockdown e anch’essa ha dovuto rivedere i piani limitando l’itinerario ai porti e ai passeggeri italiani che verranno imbarcati sempre a Genova.

L’esperienza recente di quanto avvenuto in Sardegna e in altre importanti mete turistiche ha ulteriormente alzato la soglia di attenzione che peraltro, va detto, a bordo delle navi è già altissima con apposite procedure sia pre-imbarco che durante la vacanza a bordo per ridurre al minimo il rischio che il coronavirus possa imbarcarsi.
I mercati finanziari seguono nervosamente quello che avviene nel comparto. La scorsa settimana i titoli delle principali compagnie americane (Norwegian Cruise Line Holdings, Carnival Corporation e Royal Caribbean) avevano avviato un trend rialzista sulla scia delle buone notizie che arrivavano proprio dall’Italia e dalla prima crociere avviata in massima sicurezza da Msc. Un altro ottimo segnale era arrivato dagli incoraggianti riscontri, in termini di prenotazioni, che Holland America Line sta ottenendo da quando ha aperto le vendite per il Grand Africa Voyage e per il Grand World Voyage. Entrambe sono crociere ‘gira mondo’ dal costo elevato (11.800 dollari la prima e 22.900 dollari la seconda) che vengono offerte con sconti fino a quasi 4.000 dollari.
Analisti e stakeholder di mercato osservano con attenzione il trend delle prenotazioni per gli itinerari programmate nel 2021 perché se gli acquisti arrivassero (anche se a prezzi scontati) per le compagnie ciò si tradurrebbe in liquidità che finalmente torna nelle casse dopo mesi di incassi azzerati.
Tutti i grandi gruppi delle crociere all’indomani dello scoppio della pandemia si sono rapidamente mossi per trovare nuovo credito (con aumenti di capitale, bond, finanziamenti, ecc.) ma nessuna di loro può sopravvivere rimanendo per 12 mesi senza biglietti venduti. Un aiuto è arrivato anche dallo standstill concesso sul rimborso di alcuni finanziamenti relativi alle ultime navi prese in consegna e i cantieri (Fincantieri, Meyer Werft e Chantiers de l’Atlantique) hanno accordato dilazioni nei tempi di costruzione delle newbuilding.
Difficile decifrare cosa potrà succedere nel prossimo futuro. Alcune compagnie che già negli ultimi anni si erano dimostrate deboli finanziariamente (fra queste la spagnola Pullmantur) hanno alzato bandiera bianca e hanno chiuso. Alcune altre, in particolare nei settori di nicchia delle crociere ‘esclusive’, stanno risorgendo (è il caso ad esempio della compagnia Swan Hellenic guidata dall’italiano Andrea Zito come amministratore delegato). I grandi player si stanno liberando delle navi più vecchie (Carnival ne dismetterà almeno 9), sia per fare cassa che per ammodernare, ottimizzare ed efficientare le proprie flotte. Alcune di queste vecchie unità saranno demolite ma altre vengono acquistate da piccoli marchi regionali che in questo modo arricchiscono la propria flotta e si rinforzano in vista di una ripartenza nella quale, almeno inizialmente, sarà favorito chi offrirà itinerari il più possibile locali ed esclusivi. Non a caso gli operatori che propongono crociere di lusso sono visti come quelli che prima e meglio di altri usciranno da questo delicato momento. Le vacanze di massa e gli itinerari internazionali probabilmente saranno gli ultimi a riprendere il largo.
Dalla data di ritorno a una vita normale post-Covid, e quindi di un’attesa ripresa del turismo, dipendono le prospettive di sopravvivenza delle compagnie crocieristiche, per le quali non si esclude in un prossimo futuro un’ondata di fusioni e acquisizioni al grido di «Si salvi chi può!».

Nicola Capuzzo

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