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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

La flotta Costa Crociere si prepara a mollare gli ormeggi ma senza la Costa neoRomantica



Salvo sorprese e imprevisti, Costa Crociere da metà agosto potrà tornare a far girare le sue navi tramite l’offerta di itinerari inizialmente attorno alla penisola italiana ma dalla sua flotta, oltre alla Costa Victoria, è destinata a uscire anche la Costa neoRomantica.

Per quanto riguarda il primo aspetto, come previsto la scorsa settimana da SHIPPING ITALY, l’ordine del giorno al decreto Rilancio approvato dalla Camera dei deputati è stato inserito nel primo ‘treno normativo’ disponibile, vale a dire nel decreto Semplificazioni. Nell’ultima bozza che circola in queste ore ci sono infatti sia le misure che consentono a Costa di far ripartire le sue navi continuando a beneficiare di sgravi contributivi e fiscali anche se la navigazione è limitata al cabotaggio nazionale, sia la possibilità per le navi iscritte nel Primo registro (che esercitano attività di cabotaggio e di bunkeraggio marittimo, nonché adibite a deposito e assistenza alle piattaforme petrolifere nazionali), “di essere esonerate fino al 31 dicembre 2020 dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali come previsto dalla legge 30 del 1998”.

Le prime crociere di Costa post-lockdown dovrebbero salpare a metà agosto e prevedere solo scali in porti italiani. Più avanti, procedure e norme internazionali permettendo, gli itinerari saranno estesi anche a porti esteri. Dopo la partenza già annunciata di Aida in Germania, lo stesso numero uno di Carnival Corporation, Arnold Donald, ha detto che l’Italia sarà il secondo Paese in cui si assisterà alla ripartenza delle proprie crociere.

Dalla flotta della compagnia genovese, però, oltre alla Costa Victoria già passata a una controllata del cantiere San Giorgio del Porto, pare destinata a uscire nel prossimo futuro anche la neoRomantica. Lo rivelano alcuni broker marittimi individuando in questa unità del 1993 una delle 9 navi che proprio il numero uno di Carnival Corporation ha ammesso saranno oggetto di dismissione nelle prossime settimane e mesi.

Attualmente la nave, che da tre anni era impiegata in estremo Oriente per il marchio Costa Asia, si trova al largo del porto di Manila dove ha riportato a casa un elevato numero di marittimi filippini che erano imbarcati sulla propria flotta.

Oltre a queste cessioni sempre Arnold Donald nei giorni scorsi ha rivelato che complessivamente saranno 13 le navi destinate a lasciare la flotta Carnival e a questo piano di dismissioni si sommerà il posticipo di molte delle nuove unità in costruzione in Europa presso i cantieri Fincantieri, T Mariotti e Meyer Werft. Delle nove previste in arrivo nel biennio soltanto cinque saranno puntualmente ritirare mentre le restanti quattro verranno posticipate di alcuni mesi più avanti. Complessivamente sono 16 le nuove costruzioni già ordinate da Carnival con consegne spalmate fino al 2025 e molte di queste verranno ritardare con evidente impatto sui conti sia dei cantieri navali che di tutto l’indotto generato dalla navalmeccanica.

Questa mattina a genova il numero uno di Fincantieri, Giuseppe Bono, a questo propsotio ha voluto sottolineare che il suo gruppo non ha avuto alcuna cancellazione di navi da crociera «anche se abbiamo dovuto spostare alcuni ordini più in là nel tempo e questa è una risposta importante che possiamo dare al territorio e ai nostri lavoratori». «Contiamo di riuscire a utilizzare le risorse che non saranno utilizzate nell’immediato nei progetti delle navi da crociera – ha detto – nel settore militare»