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Carnival cerca liquidità in Italia ma dialoga con Fincantieri per cancellare nuove navi

Il primo gruppo crocieristico al mondo cerca ossigeno finanziario in Italia, dopo essere rimasto escluso dal programma di stimolo economico a casa propria (negli Stati Uniti), ma al tempo stesso sta ragionando sulla possibilità di cancellare alcune commesse già firmate con Fincantieri. Arnold Donald, amministratore delegato di Carnival Corporation, il primo gruppo al mondo per […]

di Nicola Capuzzo
18 Aprile 2020
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Royal Princess in costruzione a Fincanrtieri Monfalcone

Il primo gruppo crocieristico al mondo cerca ossigeno finanziario in Italia, dopo essere rimasto escluso dal programma di stimolo economico a casa propria (negli Stati Uniti), ma al tempo stesso sta ragionando sulla possibilità di cancellare alcune commesse già firmate con Fincantieri.

Arnold Donald, amministratore delegato di Carnival Corporation, il primo gruppo al mondo per volume d’affari nel settore delle crociere che controlla anche la genovese Costa Crociere, ha pubblicamente detto di confidare sull’Italia per poter trovare ulteriore liquidità e ha preannunciato che alcune delle nuove navi in costruzione, o comunque commissionate, potrebbero essere abbandonate al loro destino. Non a caso il Governo italiano nel recente ‘Decreto Credito’ ha inserito un ampio pacchetto di garanzie pubbliche sul credito all’esportazione relativo a una dozzina di navi da crociera, tramite i pacchetti assicurativi di Sace – Simest, al fine di rendere vincolanti i contratti di costruzione firmati con diverse società armatoriali estere e cercando così di scongiurare un passo indietro sui loro impegni da parte degli armatori.

In un’intervista all’emittente statunitense Cnbc il numero uno di Carnival, a proposito del fatto che il gruppo da lui guidato rimarrà escluso dal piano di stimoli economici predisposto dagli Stati Uniti per la fase di rilancio (a causa del fatto che la holding ‘paga’ le tasse a Panama), ha ricordato che le crociere creano un ampio indotto sul turismo e sull’economia portuale locale ma anche aggiunto: “Carnival finora è stata in grado di ottenere linee di credito revolving per 3 miliardi di dollari e ha raccolto a caro prezzo altri 6 miliardi tramite emissioni di obbligazioni e aumenti di capitale. L’obiettivo primario in questa fase è la sopravvivenza della compagnia”. Oltre a ciò Donald ha detto di poter contare anche sul supporto dell’Europa: “Guardiamo alla possibilità di aumentare la nostra liquidità anche tramite i pacchetti di stimolo esistenti in paesi come Germania, Gran Bretagna e Italia”.

Non ha esplicitato a quali misure nello specifico ma certamente in Italia la controllata Costa Crociere potrà usufruire delle misure previste nel Decreto Credito così come tutte le società del gruppo Carnival avranno la possibilità di beneficiare della moratoria sui finanziamenti relativi alle navi da crociera che il nostro paese, così come Germania, Francia, Finlandia e Norvegia, ha intenzione di concedere agli armatori.

Nonostante ciò, non è escluso che qualche commessa Fincantieri rischi comunque di perderla perché, secondo quanto riportato dalla testata specializzata Cruise Industry News,  Donald avrebbe dichiarato che molte delle nuove costruzioni ordinate e in programma fino al 2025 (18 in totale, di cui la maggior parte in Italia) saranno consegnate in ritardo dal momento che molti i cantieri navali sono fermi. L’amministratore delegato di Carnival avrebbe affermato che la società da lui guidata ha dialoghi in corso con i cantieri navali sulle tempistiche delle nuove costruzioni, sui ritardi previsti nelle consegne e perfino su possibili cancellazioni.

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