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Spinelli attacca Nicolini (Confetra) sul ‘no’ alla nuova diga di Genova (AGGIORNATO)

La parole di Guido Nicolini, presidente di Confetra, a SHIPPING ITALY hanno immediatamente innescato la reazione di Roberto Spinelli, vertice dell’omonimo gruppo genovese, e di Bartolomeo Giachino, presidente di Saimare a difesa della nuova diga del porto di Genova. Il numero uno della Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica nel suo contributo pubblicato […]

di Nicola Capuzzo
30 Aprile 2020
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La parole di Guido Nicolini, presidente di Confetra, a SHIPPING ITALY hanno immediatamente innescato la reazione di Roberto Spinelli, vertice dell’omonimo gruppo genovese, e di Bartolomeo Giachino, presidente di Saimare a difesa della nuova diga del porto di Genova.

Il numero uno della Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica nel suo contributo pubblicato all’interno dell’inserto speciale di SHIPPING ITALY dedicato ai porti italiani ha detto: “Onestamente non so se oggi la portualità italiana possa porsi come priorità il tema di una nuova diga foranea nel porto di Genova”. Questa affermazione arriva a conclusione di un ragionamento secondo cui !il rallentamento economico della Cina, che tra l’altro era già in atto da prima del Covid-19 , avrà un effetto complessivo sui traffici marittimi contenitori, e anche per questo insistiamo da tempo nel sostenere che nuovi ampliamenti dell’offerta infrastrutturale lato mare sono forse poco utili. A parte quei tre o quattro progetti importanti già avviati come la Piattaforma Europa a Livorno, il progetto Hub portuale di Ravenna o la realizzazione della Piattaforma logistica a Trieste, le energie del Governo e delle pubbliche amministrazioni coinvolte andrebbero poi concentrate sui lavori di completamento dei Corridori Ten-T, sull’allacciamento di tutti i porti core e comprehensive alla rete, e sugli investimenti programmati da Rfi e Anas sull’ultimo miglio ferroviario e stradale. Praticamente le priorità contenute nel Documento di Programmazione Connettere l’Italia”.

Un punto di vista sgradito e non condiviso da Roberto Spinelli che ha risposto evidenziando che non solo la nuova diga di Genova è un’opera fondamentale, ma lo sono anche la gronda e il nodo ferroviario del capoluogo ligure. “Sento però che si comincia a pensare che lo sviluppo del porto di Genova non sia più strategico. E mi sorprende che a voler demolire ad esempio la nuova diga prima ancora di averla costruita siano proprio alcune associazioni che rappresentano la nostra categoria” ha detto il vertice del Gruppo Spinelli. Secondo lui la diga “sarà fondamentale per il porto, non solo per il nostro terminal”.

Spinelli conclude la sua risposta aggiungendo: “Sono francamente stupito che Confetra dica pubblicamente che è il momento di non realizzare grandi opere tra cui la diga di Genova, ma spinga invece per puntare su un terminal che non è ancora partito, in gestazione da anni come la Piattaforma Europa di Livorno. Mi pare che adesso si stia esagerando: il presidente di Confetra è dipendente di un gruppo che a Livorno ha interessi proprio sulla piattaforma. La stessa azienda è collegata anche al Sech di Genova che ha tutto l’interesse a non realizzare la doga pensando così di sfavorire i concorrenti”. Il gruppo a cui Spinelli fa riferimento è Finsea, che a onoro del vero non ha più da qualche anno interessi diretti sul terminal Sech e sul progetto della Piattaforma Europa avendo ceduto Gip (Gruppo Investimenti Portuai) ai fondi d’investimenti Infracapital e Infravia (l’uncio vecchio socio rimast anche nella nuova compagine azionario è Giulio Schenone con un 5% e il ruolo di amministratore delegato).

Infine la dura conclusione della replica: “Questo schema, sbagliato, sarebbe comunque legittimo se venisse raccontato da manager di Logtainer e non da presidente di un’associazione di categoria che dovrebbe rappresentare tutti. Mi pare che così l’associazione faccia gli interessi di una sola parte. E’ un uso privatistico che è diventato ormai intollerabile. Invece di aggiungere capacità (portuale, ndr) con un altro terminal come quello di Livorno che favorirebbe un’azienda invece della collettività, la storia del ponte di Genova e renzo Piano ci mostrano una via diversa: è necessario rammendare e migliorare l’esistente. Servono miglioramenti alla rete infrastrutturale e sia nelle autostrade che nelle ferrovie. E nei porti questo significa fare i dragaggi, migliorare gli accessi e costruire la nuova diga”.

AGGIORNAMENTO 30/4/2020 – h.10:29

Di seguito la replica di Confetra alle parole di Roberto Spinelli:

“Gentile Direttore, abbiamo letto l’articolo che riprende diverse dichiarazioni del Signor Roberto Spinelli. La posizione di Confetra, già esplicitata in occasione dell’Assemblea Pubblica 2018, Presidente Nereo Marcucci, è che occorre mantenere coerenza con il quadro programmatorio e finanziario di opere ed interventi prioritari contenuto in Connettere l’Italia. Quel Documento del 2017, Governo Gentiloni, è ad oggi ancora vigente, finanziato attraverso il Fondo pluriennale Infrastrutture istituito con la Legge di Stabilità di quello stesso anno, ed individuava alcune significative opere portuali prioritarie. Tutto ciò a valle di una complessa istruttoria – amministrativa, economica, e trasportica – svolta dalla Struttura Tecnica di Missione all’epoca presieduta dal Professor Cascetta. Tra queste, appunto, Darsena Europa a Livorno ed il Progetto Hub Ravenna. Legittimo, anche se un po’ singolare viste le funzioni associative che ricopre, che il Signor Spinelli non conosca gli atti istituzionali e di Governo vigenti in materia di infrastrutture e trasporto. Assolutamente legittimo anche dissentirne. Meno legittimo, invece, che si accusi il Presidente Nicolini di perseguire interessi privati di impresa nelle sue vesti di Presidente della Confederazione, per di più richiamando posizioni di Confetra risalenti alla precedente Presidenza. Se ne faccia una ragione il Signor Spinelli: per Confetra gli interessi generali vengono prima di quelli di particolari. Per Confetra, appunto.”

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