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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

DL Rilancio: concessioni allungate, canoni azzerati, soldi ai portuali, Ferrobonus e Marebonus



Salvo imprevisti e cambiamenti degli ultimi giorni prima dell’approvazione in Consiglio dei Ministri attesa per metà settimana, la bozza del Decreto legge ‘Rilancio’ di domenica 10 maggio prevede diversi stanziamenti che interessano direttamente i porti e i trasporti marittimi.

L’articolo 199 del decreto è espressamente dedicato agli strumenti di stimolo al trasporto combinato Marebonus e Ferrobonus. Per il primo, secondoquantovrileva la relazione illustrativa al provvedimento, il valore delle risorse da destinare è di 40 milioni di euro per l’anno 2020 e di ulteriori 20 milioni di euro per l’anno 2021. Per il Ferrobonus, invece, è inoltre autorizzata la spesa di ulteriori 26 milioni di euro per l’anno 2020 e di ulteriori 15 milioni di euro per l’anno 2021. Al momento, però, la copertura finanziaria per queste due misure non è ancora specificata.

L’intero articolo 202 del decreto Rilancio è invece intitolato ‘Disposizioni in materia di lavoro portuale e di trasporti marittimi’ ed è qui che ci sono le previsioni più attese dalle associazioni di categoria. “In considerazione del calo dei traffici nei porti italiani derivanti dall’emergenza COVID – 19, le Autorità di sistema portuale e le Autorità portuali, compatibilmente con le proprie disponibilità di bilancio […] possono disporre, fino all’azzeramento, la riduzione dell’importo dei canoni concessori […] dovuti in relazione all’anno 2020”. Per coprire il buco derivante da queste mancate le port authority potranno utilizzare il proprio avanzo di amministrazione.

Soldi in arrivo anche per le Compagnie portuali. Le AdSP saranno infatti “autorizzate a corrispondere, nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, al soggetto fornitore di lavoro portuale di cui all’articolo 17 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, un contributo, nel limite massimo di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, per eventuali minori giornate di lavoro rispetto all’anno 2019 riconducibili alle mutate condizioni economiche degli scali del sistema portuale italiano conseguenti all’emergenza COVID-19”. La bozza del decreto precisa che “Tale contributo è erogato dalla stessa Autorità di sistema portuale o Autorità portuale a fronte di avviamenti integrativi e straordinari da attivare in sostituzione di mancati avviamenti nei terminal, da valorizzare secondo il criterio della tariffa media per avviamento applicata dai soggetti autorizzati ai sensi dell’articolo 17 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, nell’ultimo semestre dell’anno 2019. Le eventuali minori giornate di lavoro indennizzate dal contributo di cui alla presente lettera non sono computate o elette dal soggetto operante ai sensi dell’articolo 17 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, ai fini dell’indennità di mancato avviamento (IMA)”. Oltre a ciò “le autorizzazioni attualmente in corso, rilasciate ai sensi dell’articolo 17 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, sono prorogate di due anni”.

Il Decreto Rilancio, come preannunciato già a fine aprile dalla Ministra dei trasporti Paola De Micheli, prevede anche la proroga di un anno per molte concessioni in porto. Nella bozza del provvedimento si legge infatti quanto segue:

“Al fine di ridurre gli effetti economici derivanti dalla diffusione del COVID–19 e dalle conseguenti misure di prevenzione e contenimento adottate:

  1. a) la durata delle autorizzazioni rilasciate ai sensi dell’articolo 16 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, attualmente in corso o scadute in data successiva al 30 gennaio 2020, è prorogata di 12 mesi;
  2. b) la durata delle concessioni rilasciate nei porti ai sensi dell’articolo 36 del codice della navigazione e dell’articolo 18 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, attualmente in corso o scadute in data successiva al 30 gennaio 2020, è prorogata di 12 mesi;
  3. c) la durata delle concessioni per il servizio di rimorchio rilasciate ai sensi dell’articolo 101 del codice della navigazione attualmente in corso o scadute in data successiva al 30 gennaio 2020, è prorogata di 12 mesi.”

Molte di queste misure erano state già anticipate dalla ministra De Micheli in occasione dell’ultima audizione alla Commissione Trasporti della Camera di pochi giorni fa e durante la quale la numero uno del dicastero di piazzale Porta Pia ha espresso pareri critici verso altri paesi esteri sulla gestione dell’emergenza crociere.

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