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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

San Giorgio del Porto si prepara a demolire a Genova la sua prima nave cargo

Dopo quella della Costa Concordia, terminata nel 2017, San Giorgio del Porto tornerà a breve a occuparsi nuovamente di una demolizione nel suo stabilimento genovese.

Nel 2019 il cantiere ha rilevato a questo scopo da Italcementi la Mar Grande, cement carrier del 1970, battente bandiera italiana, lunga 95,77 metri e con 2.876 tonnellate di stazza lorda. La nave si trova da tempo nel capoluogo ligure e i lavori per il suo smantellamento – spiegano dalla società, che ha anche depositato un avviso per procedere alla demolizione volontaria – saranno avviati nei prossimi mesi.

Quasi certamente inoltre l’attività non resterà un caso isolato. Con ogni probabilità San Giorgio del Porto si vedrà aggiudicare a breve anche la gara per lo smaltimento del relitto della Theodoros, la nave cisterna del 1967 ferma da anni nel porto di Genova e attualmente  ormeggiata a Calata Gadda.

Il bando emanato dalla AdSP dello scalo per la sua demolizione (del valore di circa 978mila euro) prevede infatti come condizione necessaria per partecipare alla gara “l’iscrizione nella list of European Ship recycling facilities di cui al Reg. EU 1257/2013” (ovvero la lista di cantieri navali di demolizioni stilata e approvata dalla Commissione Europea), un requisito che in Italia possiede solo la società di Ferdinando Garré e che nelle vicinanze hanno solo alcune strutture di Aliaga, in Turchia (un trasferimento nelle quali via rimorchio risulterebbe però troppo rischioso e oneroso). Dopo diverse proroghe, la procedura è scaduta lo scorso 24 marzo e – mentre sulla nave procedono i sopralluoghi – è ora in corso di aggiudicazione.

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