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Guerra: “Nel navale Rosetti Marino si concentrerà su rimorchiatori a Gnl e maxi-yacht”

La missione compiuta dal rimorchiatore d’altura italiano Carlo Magno della flotta Augustea per il disincaglio della nave portacontainer Ever Given nel canale di Suez ha ridato ampia visibilità a Rosetti Marino, il cantiere di Ravenna che aveva costruito il mezzo nel 2006.

In un’interista pubblicata da Staffetta Quotidiana l’amministratore delegato di Rosetti Marino, Oscar Guerra, ha parlato del business navale che fra le attività del cantiere è quello che da alcuni anni ormai fatica più degli altri a riprendere quota. Parlando dei mezzi offshore supply vessel e degli anchor handler tug supply vessel (come il Carlo Magno) Guerra ha detto: “Purtroppo dopo la crisi petrolifera del 2015 la richiesta di questo tipo di mezzi è completamente crollata e ancor oggi non dà segni di ripresa. Dopo aver tenuto fermo il cantiere navale per quasi due anni, nel 2018 abbiamo ripreso a costruire navi ma siamo passati ai super yacht, grazie alla nuova società Rosetti Superyachts che avevamo costituito l’anno prima per entrare in questo business così diverso dal nostro mercato tradizionale”. Il vertice del gruppo romagnolo ha poi ricordato che l’unico rimorchiatore in costruzione in questo momento è “molto particolare perché alimentato a gas naturale liquefatto (Gnl), il primo in Italia”. Si tratta di un rimorchiatore con relativa chiatta commissionato da Rimorchiatori Riuniti Panfido (valore dell’investimento circa 36 milioni di euro) e cofinanziato dall’Europa.

A proposito di quali possono essere le prospettive del cantiere nel business navale e nel mercato offshore, l’a.d. di Rosetti Marino ha risposto dicendo: “Noi pensiamo soprattutto ai rimorchiatori alimentati a Gnl. Per quanto riguarda l’eolico offshore, invece, come Rosetti Marino siamo già protagonisti con l’altro nostro business storico, quello delle piattaforme. Cinquanta anni di successi nella realizzazione di impianti offshore per l’Oil&Gas ci hanno consentito di entrare nel mercato delle sottostazioni elettriche; si tratta di piattaforme che raccolgono e gestiscono l’energia elettrica prodotta dalle pale eoliche in mare e la trasformano per il trasporto a terra. Attualmente stiamo realizzando due componenti di questo tipo per l’Atlantico francese e speriamo presto di acquisirne un terzo”.

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