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Al via i lavori al terminal container Montesyndial di Marghera

Respinta la sospensiva dell’aggiudicazione alla cordata Fincantieri-Trevi perché opera Pnrr, anche se le risorse sono del Piano Nazionale Complementare

di Redazione SHIPPING ITALY
12 Aprile 2024
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Hanno preso il via i lavori di realizzazione del primo stralcio per un valore complessivo di 189 milioni dell’area Montesyndial a Porto Marghera, che ospiterà il futuro terminal container del porto di Venezia.

La consegna delle aree è stata infatti effettuata nei giorni scorsi dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale alla cordata d’imprese – composta da Fincantieri Infrastructure Opere Marittime Spa, in qualità di mandataria con una quota pari al 41,56%, Trevi Spa con il 22,02%, C.G.X. Costruzioni Generali Xodo Srl con il 21,92% e Zeta srl con il 14,50% – che si è aggiudicata l’appalto del primo stralcio.

La notizia è stata resa nota dall’Adsp: “Le aziende procederanno ora a infrastrutturare una superficie di circa 8,5 ettari, realizzando la banchina, il piazzale retrostante (quay area e hatch area) entro i primi 50 metri e portando a termine gli escavi del Canale Industriale Ovest fino alla quota di -12 metri prevista dal Piano Regolatore Portuale e dal progetto, con un arretramento di 35 metri dell’attuale sponda del canale per ottenere una larghezza finale dello stesso di 190 metri”.

L’Adsp ha ricordato che “nato come componente onshore di un progetto più vasto che prevedeva anche un terminal offshore, il terminal container di Montesyndial è ora un progetto completamente autonomo e affidato alla gestione commissariale. L’area industriale dismessa ha una superficie totale di 90 ettari con un fronte di banchina continuo di circa 1.600 metri che potrà ospitare navi di classe Panamax, consentendo un traffico annuo fino a 1 milione di teu. Il progetto – che ha seguito un lungo iter procedurale e autorizzativo al termine del quale sono state conseguite tutte le autorizzazioni necessarie, tra cui i pareri di Valutazione dell’Impatto Ambientale e relativa verifica di ottemperanza – è suddiviso in tre stralci. Oltre al primo stralcio, interessato dai lavori che partiranno nei prossimi giorni, si prevede di realizzare un secondo stralcio caratterizzato da una piattaforma intermodale dotata di doppio fascio ferroviario che collegherà l’infrastruttura alla rete ferroviaria nazionale e un terzo stralcio comprendente zone di stoccaggio dei container, viabilità e impiantistica di servizio. Il quadro economico complessivo, rivalutato in base all’aggiornamento del progetto di fattibilità tecnico-economica e ai prezziari attuali, ammonta a 428 milioni di euro, attualmente finanziati in misura parziale”.

L’aggiudicazione è stata recentemente oggetto di ricorso da parte della cordata composta da Consorzio Stabile Infrastrutture Terrestri e Marittime, Ing. E. Mantovani s.p.a. e Meridiana Costruzioni Generali, ma il Tar del Veneto, “considerato che il ricorso non pare presentare sufficienti profili di fondatezza” e “nella fattispecie trattasi di procedura di affidamento sottoposta allo speciale regime dei contratti pubblici Pnrr, per i quali, in base alla legge, va tenuto in considerazione il preminente interesse pubblico alla sollecita realizzazione dell’opera (…) e va, in ogni caso, valutata la compatibilità dell’eventuale misura cautelare con i termini previsti per il Pnrr”, non ha concesso la sospensiva, anche se in realtà i 35 milioni di euro in questione non afferiscono direttamente al Pnrr, bensì al Pnc (Piano nazionale complementare), i cui termini sono stati recentemente traslati al 2028 dal Governo.

“Crediamo fermamente nel progetto del nuovo terminal di Montesyndial per il quale l’Autorità e la struttura commissariale hanno stanziato più risorse che per qualsiasi altra infrastruttura realizzata finora nei porti lagunari” dichiara Fulvio Lino Di Blasio, Commissario Montesyndial e presidente AdSPMAS. “Stiamo valorizzando un brownfield, ossia un’enorme area industriale dismessa che, bonificata e infrastrutturata, tornerà a creare valore e occupazione. Un hub intermodale capace di gestire fino a 1 milione di teu moltiplicando gli attuali traffici di contenitori pieni, settore ad alto valore aggiunto destinato a servire in particolare il tessuto produttivo veneto e del nordest, e che potrà attrarre investimenti da parte di operatori, sia tra quelli storicamente insediati a Venezia sia tra nuovi soggetti internazionali. La realizzazione della nuova infrastruttura posta nell’area sud di Porto Marghera – conclude il commissario – si inserisce anche nella strategia trasformativa del porto che mira a rigenerare terreni dismessi e inquinati, riducendo nel contempo al minimo le interferenze tra aree logistico-produttive e aree commerciali e residenziali”.

A.M.

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