Slitta il termine Antitrust sull’affare Messina – Terminal San Giorgio
La società acquirente chiede tempo per rispondere all’istruttoria. Psa intanto batte cassa all’Adsp genovese, in attesa che l’accordo di Singapore si concretizzi
Il progetto di pacificazione del porto di Genova, obiettivo-mantra del neopresidente dell’Autorità di sistema portuale Matteo Paroli, dovrà attendere.
La risoluzione di uno dei contenziosi più veementi fra operatori dello scalo, quello riguardante l’acquisizione di Terminal San Giorgio da parte del Gruppo Messina (e del socio Msc), slitterà infatti di almeno un mese. Lo si apprende dal periodico bollettino dell’Antitrust, in cui si legge come Ignazio Messina &C. Spa abbia “rappresentato l’impossibilità di fornire nei tempi previsti i dati richiesti, in considerazione dell’elevato grado di complessità delle informazioni richieste e del tempo necessario per l’elaborazione dei suddetti dati”.
L’operazione è in ballo da quasi tre anni, a condizioni poste dall’Antitrust che la giustizia amministrativa (su ricorso del gruppo Grimaldi) ha bocciato, riportando l’orologio al momento dell’istruttoria, riavviata dall’Autorità garante due mesi fa. Ora, dato che “le informazioni richieste, necessarie ai fini della valutazione del caso, non potranno essere acquisite nei termini previsti e, quindi, compiutamente valutate entro l’attuale termine di conclusione del procedimento”, la decisione dell’Antitrust di dare tempo a Messina fino a fine maggio.
Intanto l’edizione genovese di Repubblica ha riportato come Psa si sarebbe mossa nei confronti dell’Autorità di sistema portuale per la richiesta di risarcimento da circa 50 milioni di euro dei danni derivanti dal ‘caso Spinelli’, i danni cioè patiti in conseguenza del titolo concessorio che nel 2018 l’ente rilasciò a Genoa Port Terminal consentendogli di movimentare prevalentemente container in difformità dal Piano regolatore portuale e in concorrenza illegittima ai terminal del gruppo singaporiano.
Il tema è oggetto dell’accordo firmato poche settimane fa da Adsp e Psa per la revisione della concessione di quest’ultima a Pra’. Come rivelato da SHIPPING ITALY, in base a quell’intesa il gruppo terminalistico rinuncerà ai ricorsi ancora pendenti, “agli effetti delle sentenze” e “ai giudizi consequenziali a quelli pendenti, ivi inclusi quelli risarcitori” solo cinque mesi dopo la firma della nuova concessione. E neppure l’accordo prevede che Psa rinunci a “eventuali iniziative, anche consequenziali, meramente volte a impedire decadenze, preclusioni o perenzioni”.
A.M.
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