Accordo integrativo, Psa Pra’ vuole anticipare la ricostituzione della Rsu
Contattate le segreterie di Cgil, Cisl e Uil per valutare la possibilità della firma, previ ritocchi, del contratto di secondo livello bocciato dai lavoratori
“Contatteremo le Ooss (organizzazioni sindacali) stipulanti il Ccnl per verificare le possibilità di individuare alcune modifiche dell’accordo respinto nel referendum confermando gli obiettivi di sviluppo della azienda e dei diritti dei lavoratori”.
In sostanza – si legge nella frase conclusiva di una comunicazione aziendale interna diffusa stamane, a valle del voto dei 750 dipendenti che ha nettamente bocciato l’ipotesi di modifica del contratto integrativo elaborata dal terminalista e dalla Rsu – Psa Pra’, concessionaria del più importante gateway terminal italiano, prima di ricostituire la Rappresentanza sindacale unitaria (quella uscente s’è dimessa dopo la débâcle referendaria), tenterà di convincere le segreterie locali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uil, previo qualche ritocco alla bozza precedente sulla base delle osservazioni “che le Ooss vorranno rappresentarci”, a firmare il nuovo accordo di secondo livello, possibilità prevista in assenza di Rappresentanza dal combinato disposto da Statuto dei lavoratori e Ccnl.
Per la validità non occorrerebbe a quel punto voto dei lavoratori, sulla cui opportunità (e modalità: assemblea o referendum) starebbe a quel punto alle segreterie sindacali valutare.
Del resto, come si legge nella nota, per Psa (che presumibilmente punta sul fatto che ricostituire una Rsu e ridiscutere un accordo ritarderebbe l’applicazione di un nuovo integrativo che comunque contiene miglioramenti retributivi per i lavoratori) “gli obiettivi che erano contenuti nella ipotesi di accordo restano intatti e validi”.
In particolare il recupero della “efficienza generale del terminal che stava mostrando segni di indebolimento che avevano portato a una riduzione della capacità produttiva”. La strada individuata da Psa, ripercorre il testo dell’azienda, era la definizione di una serie di incentivi a fronte della richiesta di “una disponibilità maggiore (a flessibilità e lavoro straordinario, ndr) ai giovani assunti dal 2025”, con cui al riguardo “in fase di assunzione fummo molto chiari”.
Secondo l’azienda tale prospettiva non avrebbe rappresentato “alcuna soppressione di diritti acquisiti per i lavoratori”. Per questo, si legge ancora nella nota, “credevamo che (…) le misure di gradualità nel raggiungimento di tutte le condizioni riservate al personale con maggiore anzianità fossero vissute con serenità”. Una fiducia come visto mal riposta, anche se per Psa le “polemiche” sorte intorno al voto sono stato frutto di “strumentalizzazioni”.
La palla passa ora alle segreterie territoriali di Filt, Fit e Uiltrasporti, da cui per il momento non sono arrivati commenti, anche se risulta che Fit Cisl abbia convocato una riunione unitaria e poi per il 25 giugno un’assemblea dei lavoratori di Psa Pra’ iscritti Fit Cisl o non iscritti ad alcun sindacato, a tema “situazione sindacale e mancato accordo di secondo livello”.
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