Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti non procederanno sull’integrativo con Psa Ge Pra’
Dopo la proposta bocciata i sindacati confederali sentiranno prima i lavoratori. Anche Usb chiede il rispetto del voto
Il no era nell’aria fin dalle prime ore e adesso è ufficiale: la profferta di Psa Pra’ alle segreterie locali di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti è stata bollate da esse come “irricevibile”, giacché “le nostre organizzazioni sindacali non sono al servizio dell’azienda”.
La proposta riguardava la possibilità di incontrarsi per tentare una correzione della bozza di accordo contrattuale di secondo livello, elaborata dal terminalista con la Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) e bocciata a larga maggioranza dai lavoratori per via referendaria. E ciò prima della ricostituzione della Rsu, dimissionaria ad esito del voto, dato che in assenza di rappresentanza le segreterie avrebbero anche potuto firmare il nuovo integrativo, per poi sottoporlo o meno (è a discrezione dei firmatari) ai lavoratori.
I sindacati, però, con una nota unitaria, hanno deciso di seguire un percorso inverso: prima sentiranno i lavoratori (a giorni sarà calendarizzata un’assemblea) e poi decideranno il da farsi: “Come Segreterie riteniamo ora necessario aprire un’ulteriore fase di ascolto e confronto con tutti i dipendenti per comprendere nel dettaglio le motivazioni che hanno portato al rigetto della proposta di accordo. Sarà da queste valutazioni, dalle criticità evidenziate e dalle indicazioni che emergeranno dagli incontri con i lavoratori che dovremo ripartire. Continueremo pertanto a svolgere il nostro ruolo con responsabilità, determinazione e spirito costruttivo, mettendo al centro le persone che ogni giorno contribuiscono con professionalità e impegno alla crescita del terminal. Da questo risultato ripartiremo insieme ai lavoratori, con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso che sia in grado di rispondere concretamente alle loro aspettative e alle loro esigenze, a tal fine sarà nostro compito comunicare nella giornata di lunedì (22 giugno, ndr) la data dell’assemblea”.
Poche ore prima della nota delle segreterie confederali, anche i delegati di Usb in Psa Pra’ sono intervenuti sul tema, con una articolata critica all’invito dell’azienda alle segreterie confederali, “un comunicato che invece di interrogarsi sulle ragioni di una bocciatura così netta, sembra concentrarsi prevalentemente nel giustificare l’impianto dell’accordo respinto dai lavoratori”.
Per Usb “Il risultato emerso non deve quindi essere spiegato, corretto o reinterpretato. Deve essere rispettato. Una lettura che attribuisca l’esito del referendum a una non corretta comprensione dei contenuti dell’accordo rischia di sminuire il valore stesso della partecipazione democratica e della scelta liberamente espressa dalle lavoratrici e dai lavoratori attraverso il voto. Se infatti si sostiene che il risultato sia riconducibile a una mancata comprensione dei contenuti dell’accordo, si finisce inevitabilmente per mettere in discussione non solo la capacità di valutazione dei lavoratori, ma anche il lungo percorso di confronto che ha accompagnato questa trattativa. Assemblee, incontri, momenti di approfondimento e confronto hanno visto impegnati per mesi lavoratori, Rsu e organizzazioni sindacali. Ridurre oggi l’esito referendario a un problema di comunicazione o di comprensione rischia di svilire il valore di quel percorso e l’impegno di tutti coloro che vi hanno preso parte. (…) Il voto dei lavoratori non rappresenta un ostacolo da aggirare né un risultato da reinterpretare, ma un mandato chiaro dal quale ogni futuro percorso di confronto dovrà necessariamente ripartire”.
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