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Terremoto sulle nuove aree di Piombino: Liberty Magona rinuncia, Moby è in concordato e Grimaldi alla finestra

A quasi un anno di distanza dalla conclusione della gara pubblica per l’assegnazione dei nuovi spazi operativi, il porto di Piombino si trova alle prese con la rinuncia di un ‘promesso concessionario’ (Liberty Magona Srl) e con le procedure (domanda di concordato in continuità) che riguardano l’altro investitore (Manta Logistics, azienda partecipata da Moby). Secondo […]

di Nicola Capuzzo
31 Maggio 2021
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A quasi un anno di distanza dalla conclusione della gara pubblica per l’assegnazione dei nuovi spazi operativi, il porto di Piombino si trova alle prese con la rinuncia di un ‘promesso concessionario’ (Liberty Magona Srl) e con le procedure (domanda di concordato in continuità) che riguardano l’altro investitore (Manta Logistics, azienda partecipata da Moby).

Secondo quanto rivelato dall’edizione locale de Il Tirreno, la società Liberty Magona, azienda che da luglio 2019 fa parte di GFG Alliance (gruppo mondiale che opera in svariati settori come acciaio, alluminio, estrazione mineraria e commercio di materie prime) ha già formalizzato alla competente Autorità di sistema portuale la rinuncia all’affidamento dei lotti secondo e terzo che si era aggiudicata per complessivi 110.000 mq.

Il dirigente dell’ufficio territoriale di Piombino della port authority e responsabile del procedimento di gara in questione, Claudio Capuano, ha ricordato che “il bando di gara prevedeva la possibilità, in caso di rinuncia dell’assegnatario, di interpellare il secondo classificato, senza fare particolari procedure. E così abbiamo fatto”. Da queste parole sembrerebbe dunque che tutti e tre i lotti messi a gara l’anno scorso per complessivi 170.000 mq verranno aggiudicati a Manta Logistics, visto che la joint venture fra Moby e Ars Altmann si era già classificata prima anche nella gara per il lotto 1 (50.000 mq) e seconda negli altri due.

I progetti di Manta Logistics (Moby Ars New Terminal Auto Logistics), società partecipata dal Gruppo Moby e dalla tedesca Ars Altmann che punta a esordire nel traffico delle auto nuove con un progetto focalizzato sulla creazione di un polo logistico per la Germania e l’Europa centrale, potrebbero però subire qualche rallentamento, se non altro per la domanda di concordato preventivo che il gruppo controllato da Vincenzo Onorato ha depositato recentemente presso il tribunale di Milano. Fino a quando il concordato non sarà votato dal ceto creditorio e il concordato omologato dal tribunale, il cronoprogramma potrebbe procedere a rilento e in ogni caso ogni nuova iniziativa a cui lavorerà Moby, se autorizzata, dovrà essere in qualche modo vagliata dai commissari giudiziali e dal tribunale.

In tutto questo scenario bisogna considerare attentamente se e quale ruolo potrà giocare il Gruppo Grimaldi che fra pochi giorni attiverà una linea fra Piombino e la Sicilia (Palermo) e che certamente è interessato a un’area in banchina anche in questo scalo toscano. La possibilità di un ricorso al Tar contro un eventuale aggiudicazione a un unico operatore (Manta Logistics) di tre terminal portuali per i quali sono state bandite tre gare differenti sembra un’ipotesi più che possibile. A partire dalla contestazione di quanto stabilisce ancora l’articolo 18 comma 7 della legge 84/1994, vale a dire l’impossibilità per un unico soggetto di possedere più di un terminal nel medesimo porto con la stessa destinazione d’uso. La scelta da parte della port authority di separare in tre, con tre gare distinte, le nuove aree del porto potrebbe infatti configurare tre distinte destinazioni d’uso delle banchine in questione.

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