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Moby ora dovrà pagare 180 milioni, lo Stato 15 a sé stesso

L’indagine della Commissione Europea su presunti aiuti di Stato a Tirrenia sotto forma di contributi pubblici per la continuità territoriale marittima si è conclusa con un’assoluzione piena per Compagnia Italiana di Navigazione (gruppo Moby) e con una condanna per l’ex Tirrenia (attualmente in amministrazione straordinaria e in liquidazione ad opera del Ministero dello sviluppo economico) […]

di Nicola Capuzzo
2 Marzo 2020
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L’indagine della Commissione Europea su presunti aiuti di Stato a Tirrenia sotto forma di contributi pubblici per la continuità territoriale marittima si è conclusa con un’assoluzione piena per Compagnia Italiana di Navigazione (gruppo Moby) e con una condanna per l’ex Tirrenia (attualmente in amministrazione straordinaria e in liquidazione ad opera del Ministero dello sviluppo economico) a pagare 15 milioni allo Stato Italiano.

Apparentemente, dunque, la ‘balena blu’ sembra uscire vincente da questa sentenza e lo Stato soccombente ma, a guardar bene, in realtà sarà il contrario. In primis perché lo Stato italiano quei 15 milioni di euro (14 per la proroga illegale di un anno dell’aiuto al salvataggio concesso a Tirrenia nel 2012 e 1 milione per gli aiuti concessi ad Adriatica per l’esercizio di una rotta da e verso la Grecia nel periodo da gennaio 1992 a luglio 1994) se anche dovesse incassarli li prenderebbe da sé stesso. Tirrenia in amministrazione straordinaria altro non è, infatti, che la bad company creata nel 2012 per cedere a Compagnia Italiana di Navigazione l’ex compagnia di traghetti pubblica ripulita di debiti.

Per Vincenzo Onorato e la sua Moby, invece, questa sentenza pone fine alla condizione sospensiva fino a oggi chiamata in causa come giustificazione per il mancato saldo delle rate previste per l’acquisto di Tirrenia. Si parla di 55 milioni di euro già scaduti nella primavera del 2016, altri 60 milioni teoricamente dovuti già lo scorso anno e ulteriori 65 milioni da saldare entro l’estate del 2021. In totale 180 milioni che vanno ad aggiungersi ai 200 milioni già versati da Onorato all’atto dell’acquisto dell’ex compagnia pubblica nel 2012.

Il Gruppo Moby, già di per sé in difficoltà finanziaria, è anche in attesa del ricalcolo da parte dell’Autorità Antitrust della sanzione per l’accertato abuso di posizione dominante sulle rotte da e per la Sardegna e dovrebbe versare subito 115 di quei 180 milioni dovuti. A fine settembre 2019 (ultima trimestrale disponibile) Moby aveva cassa per 56,2 milioni, in progressivo calo rispetto agli 89 milioni di euro di fine giugno e ai 125,5 milioni di cassa che aveva a fine settembre 2018.

Tirrenia in amministrazione straordinaria già si era mossa con un’azione legale presso il Tribunale di Roma finalizzato a ottenere un sequestro di beni di Compagnia Italiana di navigazione a garanzia del debito non saldato da Moby proprio in attesa di questo pronunciamento della Commissione Europea. Ora che l’Europa ha fatto chiarezza sugli aiuti di Stato (la cui restituzione non è dovuta da Moby) il gruppo della famiglia Onorato non ha scuse per rinviare il saldo di quanto previsto dal contratto d’acquisto firmato per rilevare Tirrenia nel 2012.

Nicola Capuzzo

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