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Economia

Outlook Fedespedi: il Coronavirus si aggiunge a Brexit, dazi e tensioni politiche

Ai precedenti nodi (Brexit, questione dazi, tensioni politiche) si è aggiunta l’emergenza Coronavirus il cui impatto sull’economia globale è già rilevante. La Federazionale nazionale degli spedizionieri sintetizza con questa frase i contenuti del 16° quadrimestrale di informazione economica “Fedespedi – Economic Outlook” elaborato dal suo Centro Studi e contenente dati macroeconomici (andamento del Pil, del commercio estero, ecc.) relativi al 2019 oltre a statistiche sull’andamento […]

di Nicola Capuzzo
6 Marzo 2020
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Ai precedenti nodi (Brexit, questione dazi, tensioni politiche) si è aggiunta l’emergenza Coronavirus il cui impatto sull’economia globale è già rilevante.

La Federazionale nazionale degli spedizionieri sintetizza con questa frase i contenuti del 16° quadrimestrale di informazione economica “Fedespedi – Economic Outlook” elaborato dal suo Centro Studi e contenente dati macroeconomici (andamento del Pil, del commercio estero, ecc.) relativi al 2019 oltre a statistiche sull’andamento dei traffici marittimi in Italia e all’estero, sul cargo aereo e sul traffico sulla rete autostradale.

“Nel report, che esce nel pieno della crisi indotta dal Coronavirus, si evidenzia la grande incertezza che caratterizza l’attuale fase economica. Alle precedenti preoccupazioni legate soprattutto alle politiche commerciali protezionistiche e alle tensioni nel Medio Oriente, si è aggiunta inaspettatamente l’epidemia del Covid-19, i cui effetti sulla nostra economia e su quella internazionale sono potenzialmente molto gravi” spiega una nota della federazione. “Allo stato attuale è molto difficile fare previsioni anche a breve termine; tutto dipenderà dall’estensione dell’epidemia a livello globale, dalla sua durata nel tempo, dalla possibilità che il momento di crisi si esaurisca, o quanto meno si attenui, nell’arco di pochi mesi. In caso contrario, è facilmente prevedibile una fase di recessione economica, la cui durata è legata agli stessi fattori prima evidenziati”.

 

Per quanto riguarda il 2019, l’anno si è chiuso con una modesta crescita del Pil pari allo 0,2%, una situazione di sostanziale immobilità collegata soprattutto alla debolezza della produzione industriale, che lo scorso anno ha subito una flessione dell’1,3% rispetto al 2018. La produzione manifatturiera italiana risente in modo significativo del forte calo della produzione industriale in Germania, scesa nel 2019 dell’1% circa, ma con una flessione del 2,5% nel mese di dicembre.

Una nota positiva viene dal commercio estero che si conferma il motore dell’economia italiana. Infatti, nonostante le incertezze a livello internazionale, l’export italiano nel periodo gennaio-novembre 2019 ha segnato una crescita del 3,8% realizzando un deciso aumento del saldo commerciale passato da 33,4 a 47,7 miliardi di euro. I risultati migliori sono stati realizzati verso il Nord America (+14,0%) e verso l’Ue a 28 (+7,3%). In decisa crescita anche le esportazioni verso i paesi dell’Estremo Oriente (+5,5%).

 

I porti italiani nel 2019 hanno movimentato 10,63 milioni di teu, con un aumento dell’1,8% rispetto al 2018. Ottimi i risultati di alcuni porti come Napoli (+20,8%), Livorno (+19,4%) e Trieste (+8,8%). Buoni anche i risultati di alcuni porti minori come Ancona (+10,8%) e Civitavecchia (+3,8%). Il porto di Genova, nonostante le note difficoltà che ha dovuto affrontare, realizza comunque una crescita, seppur modesta, dello 0,2%. Da rilevare, da una parte la ripresa del traffico nel porto di Gioia Tauro (+8,4%), conseguenza dei nuovi assetti proprietari del terminal container, dall’altra l’accentuarsi della crisi del porto di Cagliari (-55,1%) dopo l’uscita di Contship come gestore del terminal e l’abbandono della toccata da parte di Hapag Lloyd.

I principali porti del Mediterraneo hanno movimentato complessivamente 30,7 milioni di Teu con un aumento dell’11,5% sul 2018. Da segnalare le decise crescite di Tangeri (+38,2%) e del Pireo (+28,1%), diventato il maggiore porto del Mediterraneo. Per quanto riguarda i porti del Northern Range l’aumento è stato del 2,5%.

 

Il 2019 è stato un anno difficile per quanto riguarda il cargo aereo italiano, che ha evidenziato nel corso dell’anno una flessione del 3,2%, con punte del -7,3% a Bologna, del -6,0% a Venezia e del -5,5% a Roma Fiumicino. Anche Milano Malpensa, il maggiore aeroporto italiano, ha evidenziato una flessione del 2,5%. In controtendenza alcuni aeroporti minori come Brescia (+29,1%), Pisa (+11,2%) e Taranto (+11,0%).

Scarica la versione completa del Fedespedi Economic Outlook 16

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