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De Micheli replica a muso duro a Onorato: Tirrenia convocata al Mit

La lunga giornata di Tirrenia – Cin (Compagnia Italiana di Navigazione) si è aperta con il sequestro sui conti correnti portato a termine dai commissari di Tirrenia in amministrazione straordinaria (per la prima rata da 55 milioni di euro dovuta da Moby e non pagata nel 2016 per l’acquisto dell’ex compagnia pubblica) e si è […]

di Nicola Capuzzo
30 Marzo 2020
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La lunga giornata di Tirrenia – Cin (Compagnia Italiana di Navigazione) si è aperta con il sequestro sui conti correnti portato a termine dai commissari di Tirrenia in amministrazione straordinaria (per la prima rata da 55 milioni di euro dovuta da Moby e non pagata nel 2016 per l’acquisto dell’ex compagnia pubblica) e si è conclusa con le parole severe della ministra De Micheli, la parziale marcia indietro di Vincenzo Onorato e la convocazione della compagnia di traghetti per domani (31 marzo) al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per un confronto sulla questione.

La ministra dei trasporti Paola De Micheli è intervenuta con una dura replica al’armatore Vincenzo Onorato che avevo chiesto al Governo di richiamare i commissari straordinari per l’azione da loro avviata nei confronti di Cin.  “Per mesi Tirrenia non ha risposto alle richieste dei commissari e ora non può scaricare le responsabilità sulla politica” ha detto la ministra Paola De Micheli all’Ansa. “Il presidente Onorato è stato convocato da me e dal Ministro Patuanelli per rendere conto del comportamento di un’impresa che deve gestire un’attività di trasporto di servizio pubblico con soldi pubblici. La pazienza ha un limite e il limite è stato superato”.

Pronta la reazione di Onorato che ha affermato: “Mai mi sarei permesso di lanciare un accusa al Ministero dei trasporti che ha sempre onorato i suoi impegni nei confronti della compagnia e della convenzione consentendo il mantenimento della continuità territoriale o scaricare la responsabilità sulla politica. Il problema é diverso: sebbene il Mit abbia sempre fornito le risorse necessarie, cioè il corrispettivo della convenzione, i commissari di Tirrenia in A. S. hanno sequestrato i conti correnti della società; pertanto il ministro capirà benissimo che noi non possiamo accedervi e questo purtroppo e inesorabilmente determina il blocco totale della compagnia”.

Già in giornata il Governo era peraltro intervenuto per garantire i trasporti marittimi per le isole. “Attraverso l’operatività di altri armatori non ci saranno problemi di trasferimento delle merci, in particolare alimentari e farmaceutiche, e di collegamenti con la Sicilia, la Sardegna e le isole minori” ha assicurato con una nota il Ministero dei trasporti. Le associazioni confindustriali degli armatori Confitarma e della logistica Alis hanno infatti colto la palla al balzo per manifestare prontamente la disponibilità dei propri associati ad aumentare le corse e attivare nuove linee per sopperire alle completa sospensione dei collegamenti prospettata da Tirrenia Cin.

In verità, nel corso del pomeriggio, lo stesso Vincenzo Onorato aveva già iniziato a fare retromarcia annunciando dapprima la disponibilità di Moby (tramite le sue navi e non con quelle di Cin) a riattivare il collegamento fra Civitavecchia e Olbia, salvo poi aggiungere alle linee destinate a imminente riattivazione anche la Genova – Porto Torres e la Napoli – Cagliari.

Da segnalare, infine, la presa di posizione in supporto di Moby espressa da Assarmatori, l’associazione aderente a Conftrasporto-Confcommercio e presieduta da Stefano Messina, che in una nota ha scritto: “Tirrenia è la prima compagnia di navigazione ad aver dovuto sospendere i servizi di collegamento tra le isole maggiori e minori e la terraferma, tra poco potrebbero seguire anche altre società, visto che, nonostante la lettera inviata al Governo il 25 marzo scorso, nessuna misura è stata presa per sostenere le imprese che in questo mese hanno perso oltre il 90% dei ricavi pur continuando a sostenere tutti i costi operativi”. Assarmatori poi aggiunge che la mancanza di misure compensative o comunque di sostegno al settore è stata “confermata dalla lettura degli emendamenti proposti dal Governo al testo di conversione al decreto Cura Italia ancora oggi privi di alcun sostegno a un settore ancor più strategico, in queste drammatiche circostanze, di quello aereo che ha già beneficiato di misure finanziarie a compensazione dei danni subiti dalle imprese impegnate nei servizi di interesse generale”. La conseguenza è una sola secondo Assarmatori: “Il mantenimento dei servizi di collegamento non può essere più garantito”.

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