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Botta (Spediporto) all’attacco dell’algoritmo e dei declassamenti delle Dogane

Il direttore degli spedizionieri genovesi contesta le modalità utilizzate dall’Agenzia per la riorganizzazione territoriale che ha portato alla retrocessione di molti uffici. Lamentele anche a La Spezia

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
31 Gennaio 2025
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“Il declassamento della Direzione Territoriale ligure delle Dogane, che include gli uffici di Genova, Savona e La Spezia, è una decisione senza alcun senso e lo ha ancora meno se si pensa che è basata sull’applicazione di un algoritmo.  Per questo abbiamo scritto ai parlamentari liguri, sollecitando un loro intervento e accogliamo con soddisfazione il fatto che alcuni abbiano già presentato o presenteranno nelle prossime ore, interrogazioni al Ministro competente. A rischio c’è, infatti, l’efficienza dei controlli doganali e si potrebbero creare ripercussioni sulla rapidità delle operazioni portuali e, di conseguenza, sulla competitività dei porti liguri. Porti, è bene ricordarlo, che contribuiscono in modo rilevante alle entrate nazionali con 4 miliardi e 600 milioni di euro tra dazi e Iva”.

Il Direttore Generale Spediporto Giampaolo Botta è tornato così a contestare la decisione presa dagli organi centrali di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che hanno retrocesso la Direzione Territoriale ligure dalla prima alla terza fascia in una scala di sette, mentre gli uffici di Savona e della Spezia sono passati rispettivamente dalla seconda alla terza fascia e dalla prima alla seconda.

“In una regione dove sono stati fatti importantissimi investimenti per lo sviluppo delle infrastrutture portuali e di quelle ad esse afferenti, dove sta nascendo una Zona Logistica Semplificata che porterà a un imponente sviluppo dei servizi logistici, è assurdo che l’organo territoriale di controllo e vigilanza, da sempre collocato in prima fascia, venga retrocesso addirittura in terza . Senza contare, e questo fa ancora più crescere l’indignazione, che alla Direzione ligure fa capo un sistema portuale regionale gateway (cioè dove vengono svolte le operazioni doganali di importazione, transito ed esportazione) che movimenta 3 milioni 534 mila teu all’anno, pari a quasi il 51% dell’intero traffico containers italiano”.

Spiega Botta che alla base delle scelte dell’Agenzia “c’è la “metodologia Hay, un sistema che valuta l’organizzazione e le posizioni lavorative sulla base di tre fattori: know-how, problem solving e responsabilità. In sintesi, è stato un algoritmo a decidere i destini di queste strutture così essenziali per il buon funzionamento dell’economia nel nostro paese. Un criterio di valutazione inconcepibile e al di fuori della realtà, come si evince dai documenti consultabili sul sito del sindacato FLP delle agenzie fiscali. Oltre a quello della Direzione Territoriale, infatti, ci sono i declassamenti degli uffici di Savona e La Spezia. Lo scalo spezzino movimenta più di 1 milione di Teu staccando nettamente altri porti, come Livorno, Napoli, Trieste, Venezia; eppure questi restano in prima fascia mentre La Spezia, dopo 20 anni, scende in seconda. Savona (8° porto nazionale per Teu movimentati) è finita in terza fascia e questo nonostante una nuova dimensione interprovinciale, assunta con l’assorbimento dell’Ufficio Dogane di Imperia; sorte opposta rispetto a Pescara, che ha inglobato l’Ufficio dell’Aquila vedendosi attribuita la prima fascia. Un livello che, con tutto il rispetto, stona con la seconda fascia assegnata, invece, all’Ufficio di Genova”.

L’appello di Spediporto alla politica è forte e chiaro: “Il Consiglio Regionale ha votato all’unanimità un ordine del giorno che impegna il Presidente Bucci a intervenire presso la Direzione centrale delle Dogane. Fare massa critica con l’intervento dei parlamentari è essenziale per ottenere la revoca dei declassamenti e il ripristino degli strumenti e dei mezzi necessari per garantire il corretto funzionamento delle strutture doganali liguri”.

“Di parametri sbagliati – ha fatto eco a Botta Bruno Pisano, in nome de La Spezia port community – è piena la storia economica del Paese e dei danni prodotti dalla burocrazia. Le Dogane liguri vengono subordinate ad altre che hanno funzioni prevalenti nei settori dei passeggeri e dell’e-commerce. Come dire: tanti pacchetti da attenzionare dimenticandosi che lo sbarco da intere navi e gli approvvigionamenti per l’industria, dipendono da Dogane che diventano improvvisamente di Serie B. Come operatori con una spiccata specializzazione doganale invitiamo le istituzioni a intervenire immediatamente e a non attendere il momento in cui gli investimenti in tecnologie, sviluppo, occupazione verranno dirottate dal sistema su Dogane non strategiche, bloccando i porti, incidendo in modo negativo sul gettito doganale, ma specialmente sulla competitività del sistema Paese”.

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