• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

Il quotidiano online del trasporto marittimo

  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Navi

Il 2020 dello shipping italiano: un altro anno dominato dai fondi d’investimento

Il 2020 che volge al termine verrà ricordato come un altro anno non facile per l’armamento italiano. Tanto sono state le navi cedute, poche quelle acquistate dalle shipping company italiane, praticamente nessun nuovo ordine ai cantieri (fatto salvo qualche rimorchiatore acquistato) e si è assistito a un enorme trasferimento di asset dalle aziende a conduzione […]

di Nicola Capuzzo
23 Dicembre 2020
Stampa

Il 2020 che volge al termine verrà ricordato come un altro anno non facile per l’armamento italiano. Tanto sono state le navi cedute, poche quelle acquistate dalle shipping company italiane, praticamente nessun nuovo ordine ai cantieri (fatto salvo qualche rimorchiatore acquistato) e si è assistito a un enorme trasferimento di asset dalle aziende a conduzione famigliare ai fondi d’investimento. I veri protagonisti del 2020 sono stati soggetti come Pillarstone Italy, Dea Capital, Taconic Capital, Sc Lowy e Reuben Brothers (solo per citarne alcuni) che si sono impossessati di intere flotte navali di alcune storiche aziende armatoriale italiane.

Il 2020 si era aperto con il concordato fallimentare di Rbd Armatori che ha portato a una spartizione delle 13 navi bulk carrier e cisterna in flotta fra Pillarstone e la nuova società Rb-Rd Armatori, entità controllata da Reuben Brothers e partecipata con una quota di minoranza proprio da alcuni esponenti delle famiglie Rizzo e De Carlini.

Rimanendo a Napoli, pochi mesi più tardi è arrivato l’epilogo anche della ristrutturazione del debito ex art. 182 bis L.F. che ha visto coinvolta Perseveranza di Navigazione dopo una negoziazione con i creditori che si è protratta per molti anni. L’azienda dalla famiglia D’Amato si è vista sottrarre da Pillarstone e da Dea Capital, che nel recente passato avevano rilevato dalle banche finanziatrici i crediti non-performing, la proprietà delle 8 navi in flotta. Solo alcune di queste sono state lasciate in gestione tecnica a Perseveranza.

Rimanendo alle shipping company originarie di Torre del Greco (Napoli), va segnalata anche la definitiva fuoriuscita dalla governance della Giuseppe Bottiglieri Shipping Company dello stesso comandante Giuseppe Bottiglieri e delle figlie fino a qualche mese fa al timone affianco al padre. Ormai da oltre un anno l’azienda è controllata al 100% da Bain Capital che a metà di quest’anno ha formalizzato la cessione di tutte e quattro le navi cisterna in flotta e a Ottobre ha ceduto anche l’ammiraglia intitolata all’ex presidente (la capesize bulk carrier Giuseppe Bottiglieri).

Se Napoli piange, Genova non ride. È di ottobre infatti la notizia che la United Bulk Carriers International di Gian Cristoforo Savasta ha chiesto e ottenuto dal tribunale di Genova l’accesso al concordato preventivo liquidatorio per la sua società che operava (e al momento ancora opera) 8 navi portarinfuse secche classe Panamax e Kamsarmax.

L’operazione più importante dell’anno all’ombra della Lanterna sul fronte armatoriale è stata però il salvataggio del Gruppo Messina da parte della Marinvest di Gianluigi Aponte, entrata con un 49% nella Ignazio Messina & C. e al 51% nella nuova società Ro.Ro. Italia dove sono state conferite 4 delle 8 moderne navi con-ro costruite in Sud Corea. L’ingresso di Msc, nell’ambito anche qui di una complessa ristrutturazione del debito con alcune banche fra cui in particolare Carige, ha dato il via a sinergie sia sul versante marittimo che su quello portuale fra i due gruppi sia in Italia che sulle rotte verso l’Africa.

Un’altra grossa operazione dove i fondi hanno fatto incetta di navi è stata quella che ha riguardato Pb Tankers, la società della famiglia Barbaro messa in ginocchio dalle misure degli Stati Uniti per un presunto embargo violato (per un trasporto di carichi liquidi dal Venezuela) che hanno costretto l’azienda romana a chiedere aiuto al fondo di turnaround Pillarstone. Il risultato è stato inevitabilmente il passaggio di proprietà di quattro navi cisterna al fondo Finav e il loro management alla piattaforma Premuda.

Proprio la società armatoriale genovese guidata da Marco Fiori è diventata quest’anno (dopo il Gruppo d’Amico Società di Navigazione) il principale player italiano attivo sul mercato dry e liquid bulk per numero di navi in flotta, alcune delle quali di proprietà e altre in gestione tecnico e/o commerciale sempre per conto del fondo Finav. Oltre che per i conferimenti di naviglio dalla controllante, la stessa Premuda si è messa in mostra per un paio di operazioni di time charter in a lungo termine con opzione d’acquisto dopo alcuni anni per navi cisterna Medium Range costruite in Giappone.

Infine la novità più recente è stata la costituzione, insieme a Columbia Ship Management, di una nuova realtà aziendale con sede a Genova e affidata a Xanthos Kyriacou il cui core business sarà il management di navi e l’offerta di servizi marittimi per l’industria dello shipping. La neonata Csm Italy guarderà anche al mercato dei maxi yacht e si è detta pronta ad accogliere nuovi soci: “Il capitale sociale di Csm Italy sarà aperto a potenziali nuovi partecipanti, armatori e operatori italiani, che vogliano unirsi allo spirito dell’iniziativa” è scritto nell’annuncio della nuova iniziativa.

Questo articolo fa parte dei contenuti che puoi leggere gratuitamente all’interno dell’inserto speciale “Un anno di SHIPPING in ITALY – Edizione 2020″ pubblicato in formato sfogliabile su ISSUU oppure in formato PDF

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
Blue economy italiana fanalino di coda in Europa per appeal secondo gli investitori
Lo dice un report appena pubblicato dalla Commissione Europea. A pesare incertezze economiche, investimenti di lungo termine, ostacoli burocratici, rischi…
  • blue economy
  • Commissione Europea
  • report
2
Market report
28 Aprile 2026
Pubblicato dalla Capitaneria il Rapporto Annuale 2025 sui fumi: a Genova 8 fermi
Nell'esercizio passato sono state effettuate 228 ispezioni su navi italiane e straniere, per un totale di oltre 2.600 controlli individuali
  • Capitaneria
  • emissioni
  • fumi
  • navi
  • Porto di Genova
  • rapporto
2
Market report
28 Aprile 2026
A Marzo ‘picco’ di puntualità delle portacontainer ma i livelli pre-Covid sono lontani
Secondo Sea-Intelligence tra 2011 e 2019 a raggiungere i porti di destinazione ‘in orario’ era in media una percentuale di…
  • container
  • portacontainer
  • Sea-Intellligence
2
Market report
27 Aprile 2026
“Compensazioni indirette” contro gli extra costi logistici da e per la Sardegna
L'insularità, rileva uno studio di Andrea Giuricin, pesa in spese aggiuntive del 40% rispetto al continente
  • Ets
  • Giuricin
  • insularità
  • Sardegna
3
Market report
24 Aprile 2026
Mercato europeo delle auto in crescita del 4,1% nei primi tre mesi del 2026
Italia fanalino di coda nelle auto elettriche. Unrae ribadisce l'urgenza di una riforma della fiscalità delle auto aziendali in chiave…
  • 2026
  • auto
  • primo trimestre
  • Unrae
3
Politica&Associazioni
24 Aprile 2026
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Exit mobile version